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Modello 730/2019: novità, istruzioni e scadenza

Attraverso la dichiarazione dei redditi, il contribuente deve comunicare, al Fisco, i redditi che sono stati percepiti nel corso dell’anno precedente e sui quali verranno calcolate le imposte.

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1. Che cos’è e chi può presentare il 730

Il modello 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi destinato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Tale modello presenta diversi vantaggi tra cui il fatto che il contribuente non deve eseguire calcoli e può ottenere il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione; al contrario, nel caso in cui debba versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione o dalla pensione.

Molto spesso si presenta il 730, perché “conviene”, in quanto si hanno spese detraibili o deducibili, ad esempio dalle spese sanitarie, dagli interessi del mutuo o i vari bonus casa, va ricordato che gli unici contribuenti esonerati sono quelli che hanno esclusivamente redditi da abitazione principale o altri fabbricati non locati, quelli esenti IMU, da lavoro dipendente, da pensione corrisposti da un unico sostituto d’imposta, redditi soggetti ad imposta sostituiva con esclusione della cedolare secca o ritenuta alla fonte.

Detto ciò, la dichiarazione deve essere presentata se le addizionali all’Irpef non sono state trattenute o sono state trattenute in misura inferiore a quella dovuta. Anche chi, al momento della presentazione, non ha un sostituto d’imposta può fare il 730, in caso di credito il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate ed in caso di debito si pagherà con modello F24.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione, in una specifica area del suo sito internet, il 730 già precompilato, a cui si accede utilizzando il codice Pin dei servizi telematici (Fisconline) oppure un’identità SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale) o anche utilizzando anche le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps o dalla Carta nazionale dei servizi.

Possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che nel 2018 hanno percepito:

  • redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio contratti di lavoro a progetto);
  • redditi dei terreni e dei fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (per esempio prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente);
  • redditi diversi (come redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);
  • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata, indicati nella sezione II del quadro D;
  • coloro che nel 2019 non hanno un sostituto d’imposta che possa effettuare un conguaglio, per cui, in tal caso, nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” bisogna barrare la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto”.

2. Principali novità del 730/2019: le detrazioni e le deduzioni

In questo capitolo elenchiamo, sinteticamente, le principali novità in tema di detrazioni e deduzioni che consentono al contribuente di ottenere un risparmio fiscale.

Tra le spese rientrano:

  • le spese per gli abbonamenti per i mezzi pubblici;
  • le spese sostenute per la sistemazione delle aree verdi private (giardini, recinzioni, impianti d’irrigazione);
  • le spese per l’acquisto di strumenti compensativi per i soggetti che soffrono di disturbi dell’apprendimento (DSA);
  • i premi di assicurazione che hanno ad oggetto il rischio di eventi calamitosi;
  • i contributi in favore delle Onlus e delle Associazioni di promozione sociale.

La prima, importante, novità riguarda le spese relative agli abbonamenti ai mezzi pubblici, come treni ed autobus; infatti, la scorsa Legge di Bilancio ha introdotto una detrazione fiscale per chi acquista abbonamenti di autobus e treni del trasporto pubblico locale (TPL), regionale ed interregionale. La detrazione fiscale spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico, sia per il contribuente stesso, per un importo complessivo non superiore a 250 euro ed ammonta al 19 % delle spese effettivamente sostenute.

Un’altra importante novità riguarda la proroga delle spese sostenute al fine di sistemare le aree verdi private, le quali danno luogo al c.d. “bonus verde”. La detrazione fiscale è legata agli immobili, ed in particolare, ad essere agevolati sono i lavori eseguiti su giardini, terrazzi e balconi, ma sono esclusi gli interventi di manutenzione annuale per impianti esistenti e per i lavori in economia sui propri giardini. Il beneficio spettante al contribuente è una detrazione IRPEF del 36% sulle spese sostenute da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. L’agevolazione fiscale, concessa fino ad un limite massimo di spesa di 5.000 euro per ogni unità immobiliare, consente una detrazione che può arrivare fino ad un massimo di 1.800 euro in 10 anni.

Inoltre, nel modello 730 del 2019 trovano posto anche le spese sostenute per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento, nonché per l’uso di strumenti che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere, per coloro che soffrono di disturbi dell’apprendimento.

Tra le spese che rientrano nel beneficio della detrazione fiscale vi sono quelle sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado.

Tra le novità vi rientra la detrazione fiscale spettante per i premi di assicurazione che hanno ad oggetto il rischio di eventi calamitosi per gli immobili ad uso abitativo. È prevista anche una detrazione fiscale per gli interventi condominiali sugli edifici che rientrano nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (zone ad alta pericolosità), finalizzati alla riduzione del rischio sismico ed alla riqualificazione energetica. La detrazione fiscale aumenta in base alla riduzione di rischio.

2.1. Le scadenze

Il 730 ordinario entra in gioco quando il contribuente non ha intenzione di servirsi del precompilato. Non può essere compilato in autonomia, ma solo rivolgendosi ad un intermediario.

La scadenza per la presentazione è fissata per:

  • l’8 luglio 2019, in quanto il 7 luglio quest’anno cade di domenica, in caso di presentazione tramite sostituto d’imposta;
  • il 23 luglio 2019 in caso di presentazione diretta, solo per il 730 precompilato, o tramite CAF-intermediario, per il 730 precompilato o ordinario.

Dal 28 maggio al 20 giugno sarà invece possibile annullare il modello 730 già inviato e presentare una nuova dichiarazione. Attenzione, però, che questa operazione si potrà realizzare solamente una volta.

Invece, nel caso in cui il contribuente abbia necessità di modificare il proprio modello 730 per l’integrazione che comporta un maggior credito, può presentare un modello 730 integrativo entro la data del 25 ottobre 2019. Tale modifica deve essere compiuta barrando la casella nel frontespizio e solo tramite Caf o intermediario telematico. Se, invece, il contribuente vuole correggere un modello 730 che comporta un maggior debito, può presentare il modello Redditi entro la data del 30 settembre 2019, con il versamento dell’imposta, delle sanzioni ridotte e degli interessi.

Un aspetto spesso trascurato è quello dell’obbligo di conservazione dei documenti utilizzati per la dichiarazione dei redditi. E invece esiste un preciso obbligo in merito. Infatti, i contribuenti sono tenuti a conservare tutta la documentazione concernente i redditi, le ritenute, gli oneri, le spese, deduzioni, esposti nella dichiarazione redditi 2019 fino al 31 dicembre 2024, termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate ha facoltà di richiederla. Se il contribuente, a seguito di richiesta dell’Agenzia, non è in grado di esibirla, applica una sanzione amministrativa.

3. I vantaggi del modello 730 precompilato del 2019

Dal 15 aprile 2019 sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile trovare il modello precompilato del 730/2019, per dichiarare i redditi del 2018. Il 730 precompilato, rispetto al ordinario 730, risulta essere un modello più semplice, in quanto già compilato dall’Agenzia delle Entrate attraverso i dati in suo possesso:

  • anagrafe tributaria;
  • dati anno precedente;
  • dati trasmessi dai soggetti obbligati quali sostituti d’imposta.

Viene poi messo a disposizione del contribuente dal 15 aprile, e pubblicato sull’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, per cui, i contribuenti hanno a disposizione il modello 730 già compilato. Inoltre, quest’anno, oltre ai dati già presenti negli scorsi anni, tra cui i redditi di lavoro dipendente e pensione, le ritenute, gli acconti, i premi assicurativi, gli interessi sui mutui, i contributi previdenziali, le spese sanitarie e universitarie con i relativi rimborsi, le spese veterinarie, le spese funebri, i contributi versati alla previdenza complementare, le spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, vi rientrano ulteriori dati.

Tra questi nuovi dati vi rientrano: le spese per la frequenza degli asili nido ed i relativi rimborsi comunicati dagli asili nido pubblici e privati o da altri soggetti a cui sono state versate le rette, le erogazioni liberali effettuate dalle persone fisiche, comunicate in via facoltativa dalle Onlus, dalle associazioni di promozione sociale, dalle fondazioni ed associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e dalle fondazioni ed associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica ed i redditi derivanti da locazioni brevi, comunicati dagli intermediari immobiliari.

L’Agenzia delle Entrate elabora i dati e calcola anche le imposte da pagare o il rimborso da incassare, pertanto, il lavoratore dipendente ed il pensionato dovranno solo verificare l’esattezza e la completezza dei dati inseriti e, se necessario, integrarli ovvero modificarli.

Nel caso in cui il contribuente accettasse il 730 precompilato, sia direttamente che tramite il proprio sostituto, senza modifiche, non saranno più sottoposti a controllo i documenti che attestano le spese indicate, i cui dati sono stati forniti all’Agenzia delle Entrate da parte di Medici, strutture accreditate per l’erogazione dei servizi sanitari, strutture autorizzate e non accreditate, farmacie e parafarmacie, dagli ottici, dagli psicologi, dagli infermieri, dalle ostetriche, dai tecnici sanitari di radiologia medica, da università, banche, assicurazioni, enti previdenziali, imprese di pompe funebri, dagli amministratori di condominio, dagli asili nido pubblici e privati e dagli enti del terzo settore.

Detto ciò, se il 730 precompilato viene presentato tramite Caf ovvero professionisti abilitati, i controlli su tutti i documenti che attestano le spese saranno effettuati nei confronti dei Caf o dei professionisti abilitati. Questi ultimi sono anche tenuti al pagamento delle eventuali somme che risultano dovute a seguito di controllo, salvo i casi di condotta dolosa del contribuente.

Per cui, al contribuente non resta che verificare la correttezza dei dati e consegnare il modello all’Agenzia delle Entrate. Vi sono tre opzioni per il contribuente, una volta visionato il 730 precompilato:

  • accettarlo così com’è;
  • modificarlo;
  • non accettarlo e optare per la modalità del 730 ordinario.

La scadenza ultima per il 730 precompilato è fissata al 23 luglio 2019, termine entro il quale i lavoratori dipendenti ed i pensionati dovranno trasmettere la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate sia in caso di presentazione diretta che tramite Caf-intermediario.

Luca Terrinoni

Fonti normative

https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Dichiarazioni/730+2019/Modello+730+2019/?page=dichiarazionicitt

https://www.cafcisl.it/schede-15-modello_730

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