Il reato di falsa testimonianza

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Può un testimone dichiarare il falso in un processo? Vediamo cosa si rischia con il reato di falsa testimonianza.

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1. Art. 372 del Codice Penale

Il nostro Codice Penale ravvisa il reato di falsa testimonianza nell’art 372 che recita:

“Chiunque, deponendo come testimone innanzi all’autorità giudiziaria o alla corte penale internazionale, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni”.

Per definizione, il reato di falsa testimonianza è un reato proprio, in quanto si riferisce solo a chi riveste il ruolo di testimone in un processo.
Ed è un reato cosiddetto “aggravato dall’evento”, perché le conseguenze della falsa testimonianza possono gravare sulla pena che il testimone dovrà scontare:

  • se dal fatto deriva una condanna inferiore a cinque anni, la pena che il falso testimone dovrà scontare sarà dai tre agli otto anni di reclusione;
  • con una condanna superiore ai cinque anni, la pena va dai quattro ai dodici anni di reclusione;
  • se il processo si conclude con una condanna all’ergastolo, la reclusione va da sei a vent’anni.

È poi considerato un reato contro l’amministrazione della giustizia, perché per sua natura va ad inficiare il buono e corretto funzionamento dei procedimenti.
Con una falsa testimonianza si lede infatti l’interesse della giustizia e dello Stato, di poter garantire ad ogni cittadino un giusto processo.

2. Omissione o Commissione?

Passiamo ora ad analizzare il corpo dell’articolo. Come possiamo leggere, la falsa testimonianza non riguarda solo l’affermazione del falso. Sono diverse le fattispecie che rientrano nel suddetto reato. Generalmente si parla di “omissione” e “commissione”.
Con omissione si intende l’azione di omettere volutamente un fatto conosciuto, modificando così le sorti del processo. Con commissione, invece, ci si riferisce all’azione attiva di raccontare o affermare avvenimenti o particolari falsi e fuorvianti.

Sembrerebbe tutto chiaro ma una particolare situazione complica la questione. La giusta causa.
Cosa succede se un testimone omette la verità o afferma qualcosa di non veritiero per una causa maggiore?
La questione appena descritta è da sempre dibattuta in giurisprudenza e, a questo proposito, viene in nostro aiuto il paragrafo successivo.

3. Quando la falsa testimonianza non è punibile?

La non punibilità della falsa testimonianza è descritta dall’art. 384 del Codice Penale, che si esprime cosi:

“…non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell’onore.”

E ancora:

“…la punibilità è esclusa se il fatto è commesso da chi per legge non avrebbe dovuto essere richiesto di fornire informazioni ai fini delle indagini o assunto come testimonio, perito, consulente tecnico o interprete ovvero non avrebbe potuto essere obbligato a deporre o comunque a rispondere o avrebbe dovuto essere avvertito della facoltà di astenersi dal rendere informazioni, testimonianza, perizia, consulenza o interpretazione.”

L’articolo prevede due diverse fattispecie di non punibilità, la prima, propria dei reati contro l’amministrazione giudiziaria e la seconda relativa alle testimonianze dei congiunti o dei periti/consulenti.

È assodato che periti e consulenti, chiamati dal tribunale per prestare il loro servizio in un particolare processo, dovrebbero astenersi nel caso in cui la loro testimonianza potrebbe risultare, in qualche modo, non obiettiva o faziosa.

Allo stesso modo, i legami familiari potrebbero rendere inutile una testimonianza, perché i suddetti legami influenzano l’obiettività del teste e la deposizione.
La prima fattispecie, invece, è relativa ad un pericolo reale per la propria libertà e per l’onore. Un testimone potrebbe mentire per cause di forza maggiore e, per questo, la sua falsa testimonianza non è considerata punibile.

Questo particolare articolo è, però, molto discusso in giurisprudenza, ecco perché sono intervenute molte sentenze sulla questione.

5. Sentenze sulla non punibilità

La prima sentenza che vi sottopongo è la n.7208 del 29 novembre 2007, nella quale si ravvisa:

“Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Rieti… ha invero reputato la deposizione di G. oggettivamente falsa ma non punibile, in quanto resa alla fine di salvare il fratello da una inevitabile condanna, così aderendo all’ordinamento giurisprudenziale favorevole alla configurabilità dell’esimente ex art. 384 c.p.”

La seconda è una sentenza della Cassazione n.9866 del 4 marzo 2009, nella quale si ravvisa il segreto professionale come causa di non punibilità:

“Il tribunale milanese, ravvisata la sussistenza di tutti gli elementi soggettivi ed oggettivi del reato di falsa testimonianza, ha ritenuto che la condotta dell’imputata non è punibile in quanto aveva la facoltà di astenersi dal deporre.”

Jessica Buonocore

Fonti Normative

Codice Penale, art 372 e seguenti

Sentenza n. 7208 del 29 novembre 2007

Sentenza n. 9866 del 4 marzo 2009

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