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Il reato di falsa testimonianza

Il reato di falsa testimonianza è regolamentato dall’art. 372 del codice penale e punisce colui che renda false dichiarazioni, neghi il vero o taccia su qualcosa di sua conoscenza. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche peculiari di questa fattispecie di reato e in che modo viene sanzionata dal nostro ordinamento.

< Diritto Penale   # FalsaTestimonianza  

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1. Cosa si intende per falsa testimonianza?

Il reato di falsa testimonianza è il reato che viene commesso da chi renda false dichiarazioni o ometta di rendere informazioni fondamentali in sede di deposizione testimoniale. Questa tipologia di delitto, viene considerato quale reato contro l’amministrazione della giustizia: infatti l’interesse tutelato dalla norma codicistica è quello del corretto funzionamento della giustizia e della procedura giudiziaria.

Per i motivi sopra citati, il reato di falsa testimonianza può essere perpetrato da chiunque ricopra il ruolo di testimone, potendosi quindi giustamente qualificare questo reato nella più ampia categoria di reato proprio. Come si evince dal contenuto stesso della norma, l’elemento oggettivo del reato consiste sia nel rendere falsa testimonianza che omettendo di dichiarare quanto è a conoscenza di colui che riveste il ruolo di testimone in un processo, essendo poi l’ufficio di testimone obbligatorio per legge.

L’elemento soggettivo invece consiste in un semplice dolo generico, vale a dire nell’avere la volontà e la consapevolezza che in quel dato momento si sta dichiarando il falso o omettendo informazioni che sono fondamentali ai fini dell’istruttoria in un processo. Il reato oggetto dell’odierna trattazione viene considerato sia appunto come reato proprio che come reato di pericolo, intendendosi per tale un reato che mette in pericolo il corretto sviluppo delle indagini, nonché dell’istruttoria processuale.

2. Quali sono le conseguenze della falsa testimonianza?

La pena prevista per coloro che dichiarano il falso od omettono di rendere giusta testimonianza va da 2 a 6 anni di reclusione. Per tutelare però la parte offesa, il codice prevede specifiche e più gravi conseguenze qualora per effetto della falsa testimonianza derivi una condanna di una certa afflittività. Per capire quali siano le conseguenze sanzionatorie derivanti dalla falsa testimonianza, si deve analizzare il contenuto dell’art 375 c.p., che saranno di seguito brevemente elencate:

  • se dalla commissione del reato ne deriva da parte dell’autorità procedente una condanna non superiore nel massimo della pena a 5 anni, la condanna per falsa testimonianza prevede un minimo di 3 fino a un massimo di 8 anni di reclusione;
  • se dalla condanna deriva una condanna superiore a 5 anni nel massimo della pena, la relativa condanna per il reato di falsa testimonianza andrà da 4 a 12 anni di reclusione;
  • se dalla condanna deriva la pena dell’ergastolo, la relativa condanna per aver reso falsa testimonianza sarà la reclusione fino a 20 anni.

3. Quando è possibile invocare una causa di non punibilità o una causa di giustificazione?

La punibilità può essere esclusa del soggetto attivo dal momento in cui egli ritratti la falsa testimonianza e dichiari il vero prima della chiusura della fase dibattimentale, dimostrando in questo modo pieno risentimento in relazione alla condotta tenuta fino a quel momento.

Per citare poi la causa di giustificazione più popolare e conosciuta, si citi quella di cui all’art 384 c.p. qualora il soggetto:

  • sia stato costretto a rendere falsa testimonianza a seguito di minaccia o stato di pericolo per sé o per un prossimo congiunto, ovvero da chi per legge non avrebbe potuto rivestire la carica di testimone in quel determinato processo;
  • non sia stato messo al corrente della facoltà di non deporre (si pensi ad una madre che è chiamata a deporre contro il figlio);
  • non sia stato avvertito della facoltà di non rispondere o perché incapace di intendere e di volere.

In questi casi opera nei loro confronti il meccanismo delle cause di giustificazione che non li rende perseguibili per legge.

Fonti normative

Artt. 375, 376, 384, 385 c.p.

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