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Come denunciare una truffa online?

Non è raro purtroppo cadere vittima di una truffa online al giorno d'oggi. Dunque, è bene sapere come e quando queste truffe debbano essere denunciate e quando sia necessario rivolgersi all'ausilio di un avvocato.

< Diritto Penale   # TruffeOnline  

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1. Il reato di truffa

Il reato di truffa, è regolato dal disposto normativo dell'articolo 640 del Codice penale, che dispone:

''Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032''

Continua poi con il secondo comma che prevede la comminazione superiore di pena:

''La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549 [c.p. 29, 63]:

  • se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare;
  • se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l'erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell'autorità;
  • se il fatto è commesso in presenza della circostanza di cui all’articolo 61, numero 5.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o un'altra circostanza aggravante.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o la circostanza aggravante prevista dall'articolo 61, primo comma, numero 7.''

Prima di procedere all'enucleazione della fattispecie non autonoma della casistica di ''truffa online'', va precisato ed inquadrato il fondamento giuridico che va a configurare il perfezionamento della truffa nell'atto pratico.

Come osservatosi dal dettato normativo del primo comma dell'articolo in questione, la truffa si sostanzia in un'induzione in errore verso la persona danneggiata, tramite raggiri o artifizi. Ciò determina quindi, sula falsariga delle condizioni essenziali del contratto, una errata e distorta formazione degli elementi costitutivi della volontà, in capo al soggetto indotto in errore, tramite quindi una falsa o distorta percezione della realtà fattuale.

2. La truffa online. Cos'è?

Per quanto invece riguarda la truffa online, questa non rappresenta una fattispecie autonoma, come accennato, bensì rappresenta un adattamento ed un'espansione del raggio d'applicazione del disposto dell'arti 640 c.p. alle mutate e moderne modalità di scambio beni/servizi che si basano oggi anche sull'utilizzo di piattaforme e strumenti telematici che funzionano con l'ausilio della rete internet.

A causa della vastità e della complessità delle variabili del funzionamento dei luoghi telematici, e anche vista la loro eterogeneità, risulta ad oggi quantomai arduo e creatore di vere dispute di dottrina giuridica, l'applicazione volta per volta del disposto normativo dell'art, 640 c.p. al singolo caso di denuncia di truffa online.

Bisogna innanzitutto eseguire una premessa dicotomica, basata sulla diversa concezione fattuale, e poi di tecnica giuridica, con cui analizzare il reato di truffa online:

  1. Per ciò che rileva l'analisi fattuale di una casistica concreta, risulta quantomai evidente che per esempio, nel caso di un fittizio annuncio di vendita di un televisore su di un sito internet, colui che effettui un pagamento senza avere la relativa corresponsione della merce acquistata online, sia assolutamente classificabile come vittima di truffa online;
  2. Analizzando invece la questione dal punto di vista tecnico-giuridico, si palesa una questione non indifferente difficoltà di definizione del ''momentum erroris''. Per tornare all'esempio pratico dell'annuncio fittizio di vendita di un televisore, l'annuncio sul sito internet non è di per sé bastevole ad inquadrare l'errore, non possedendo, l'annuncio fittizio, alcuna peculiarità o differenza grafica da poter essere intuita dal soggetto danneggiato, rispetto agli annunci realmente genuini.
    La truffa in questo caso si perfeziona quindi, non con l'errore, ma con la volontà da parte del presunto truffatore di non adempiere all'obbligazione assunta. Il momento di concretizzazione del reato, per intenderci, non avviene con il pagamento di una somma di denaro, anche se inizialmente il presunto truffatore si stia trovando nell'animus errandi di non adempiere. Il nostro ordinamento, infatti, non punisce le intenzioni psicologiche, ma solo l'eventuale realizzazione pratica. Il truffatore potrebbe infatti ravvedersi, e provvedere comunque alla consegna della merce che gli sia stata pagata. Il reato, o meglio, il danno arrecato, non dipende quindi dal pagamento iniziale, ma dalla non corresponsione della merce acquistata. Si potrebbe quindi ipotizzare, che nelle cosiddette truffe telematiche, non vi sia un sostanziarsi del reato di truffa, bensì di un semplice inadempimento magari aggravato, di un'obbligazione assunta.

3. L'aspetto culturale

Per tale motivo, se si vuole seguire questa linea dottrinale, a nulla rileva il disposto del secondo comma dell'art. 640 al numero 2-bis, in cui prevede le aggravanti prestabilite dall'art. 61 c.p. al numero 5, secondo cui:

''l'avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all'età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa.''

L'analisi negatoria dell'efficacia dottrinale, risiede in un presupposto culturale. Ad oggi, infatti, sempre più spesso si assiste a inadempimenti di obbligazioni assunte, o comunque a truffe o presunte tali, sui luoghi telematici. L'acquisto telematico, risulta quindi oltre che una scelta, anche un'accettazione dei rischi, essendo divenuto oramai di diffusione culturale, la conoscenza di eventuali rischi che si potrebbero palesare, in un'eventuale vendita online tra soggetti materialmente non comunicanti.

Per tale motivo, si può ritenere non valida la convinzione di una parte della dottrina, tale per cui la truffa online possa prevedere l'aggravante del luogo o della persona, essendo insito nella contrattazione telematica, la non materialità ed immediatezza, sia oggettiva che soggettiva.

4. Come avviene una truffa su Internet e come è possibile denunciarla?

I truffatori su Internet hanno una discreta fantasia: la truffa infatti può essere una semplice compravendita andata male (merce danneggiata, merce diversa da quella per cui si è proceduto all'acquisto o peggio ancora del tutto mancante), oppure essere frutto di macchinazioni ingegnose, quali ad esempio il phishing.

Questa particolare tipologia di truffa è davvero macchinosa: il mal capitato infatti, riceve una mail con un logo falso o contraffatto di un istituto di credito, per mezzo della quale si invita il destinatario a fornire dati sensibili quali nome e cognome, nome utente coordinate bancarie, password, ecc, motivando tale richiesta per ragioni di carattere tecnico quali, ad esempio, la sospensione dell'account di home banking.

Dal momento in cui si sia caduti in un simile e deprecabile tranello, è molto importante fare denuncia alla polizia postale o ai carabinieri. La denuncia da parte dei privati non deve corrispondere ad un format specifico e può essere fatta sia per iscritto che in forma orale: ciò che importa è che vi sia una breve e coincisa spiegazione dei fatti, semplice e lineare.

Si ricorda poi che la denuncia facoltativa non ha termini di legge per la sua presentazione ai carabinieri e alla polizia postale, mentre invece in casi tassativamente previsti dalla legge, i termini sono precisi e devono essere rispettati a pena di improcedibilità. Stesso identico discorso può essere fatto per la querela, con l'unica differenza per cui colui che querela deve manifestare la chiara intenzione di voler procedere per quel particolare reato.

Un'ulteriore differenza risiede nel fatto che per la querela è il relativo diritto deve essere esercitato entro tre mesi dal giorno in cui si è venuti a conoscenza della realizzazione del fatto di reato.

Chi si occupa di raccogliere la denuncia o la querela deve provvedere alla sottoscrizione della data e del luogo ove la denuncia è stata resa, nonché attestare il nome e il cognome del querelante per poi trasmettere tutti gli atti al pubblico ministero di turno. Sia colui che denuncia che il querelante hanno diritto a ricevere un'attestazione di avvenuta denuncia/querela.

5. Come evitare le truffe online?

Per ciò che concerne la prevenzione e lotta alle ''truffe'' online, si può innanzitutto suggerire di registrare con tutti i mezzi telematici a propria disposizione, lo scambio di accordi e di dichiarazioni, per acquisirne il materiale probatorio. Inoltre è anche consigliato di non effettuare pagamenti, se non prima vengono rese note le generalità e i riferimenti bancari e personali del soggetto con cui si stia trattando.

Anche il controllo dei siti internet in cui si voglia procedere ad acquisti, risulta fondamentale. E' sempre più indicato scegliere siti internet che abbiano una certa affidabilità, non solo qualitativa ma anche di controllo interno dei propri utenti.

6. Come denunciare una truffa online

Con l'evolversi della tecnologia, è possibile adesso fare denuncia online direttamente dal portale della polizia postale. È infatti disponibile una specie di format pre-compilato, ove bisognerà fornire i dati identificativi personali (il sito è sicuro, ed è uno dei pochi in cui si possono fornire in sicurezza dati sensibili) e alla fine della procedura sarà assegnato un numero di procedura, con il quale si potrà facilmente individuare la pratica in futuro.

Attenzione però, questo tipo di denuncia non sostituisce quella fatta personalmente alla polizia, ma è solo il primo atto che mette in moto la macchina della giustizia: affinché infatti la denuncia abbia valore legale, è necessaria la sottoscrizione davanti al pubblico ufficiale di riferimento (polizia o carabinieri).

7. Quando rivolgersi ad un avvocato

Dal momento in cui si saranno concluse le indagini, sarà utile dotarsi di un avvocato affinché si possa procedere a costituirsi parte civile in un processo. Costituendosi parte civile infatti, ci sarà la possibilità di chiedere al giudice un ristoro del danno subito, che potrà venire sia per mezzo di una condanna passata in giudicato, che tramite un'offerta riparatoria che potrà essere fatta dall'imputato dal momento in cui la truffa abbia avuto la minima entità.

L'ausilio di un avvocato infatti in casi come questi risulta essere di grande aiuto, perché il professionista in questione grazie alle competenze acquisite sul campo, potrà guidarvi al meglio durante il processo o anche nelle fasi di indagini. L'avvocato infatti, per mezzo della denuncia e di tutte le prove raccolte potrà aderire o meno alle richieste del pubblico ministero in sede di giudizio ed è molto utile al raggiungimento di un risarcimento del danno, soprattutto se le cifre oggetto della truffa sono piuttosto imponenti.

Emmanuel Giuseppe Colucci

Fonti normative

Art 640 c.p

Art 333 c.p.p.

Art 107 c.p.

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