Disaccordo tra eredi in comunione ereditaria: cosa fare?

// Diritto di Famiglia e Successioni  
# ComunioneEreditaria  

Dopo l’accettazione dell’eredità i successori, se si trovano in disaccordo sulla divisione dei beni del defunto, oltre a potersi recare dal giudice, possono rivolgersi al loro avvocato per avviare una procedura di mediazione o di negoziazione assistita.

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1. Divisione ereditaria

Il tema di oggi rientra nella materia del diritto successorio e, più precisamente, tratteremo della comunione ereditaria.

Si parla dunque di comunione ereditaria quando al defunto succedono più eredi, ossia quando questi diventano contitolari dei beni oggetto della successione e allo stesso tempo acquisiscono, in proporzione alle loro rispettive quote, diritti ed obblighi derivanti dal patrimonio del defunto.

Le quote di eredità, di cui i successori sono proprietari, vengono stabilite dalla legge. La comunione ereditaria può essere divisa o, in alternativa, i coeredi possono decidere di farsi attribuire in via esclusiva una quota determinata dell’asse ereditario. Per procedere con la divisione ereditaria, la cui conseguenza è lo scioglimento dell’eredità, ci si può recare da un notaio o ricorrere alle vie legali.

Nel caso in cui sorgano contrasti sul valore delle quote o sulla divisione dei beni tra i coeredi, si ricorre alla procedura ordinaria presso il giudice, con un previo tentativo di mediazione obbligatoria. Negli ultimi due anni, la divisione ereditaria presso il Tribunale è stata semplificata con l’introduzione di altre procedure alternative, più celeri ed economiche, quali:

  • la divisione su domanda congiunta;
  • mediazione o negoziazione assistita.

2. Disaccordo tra coeredi: le procedure di divisione ereditaria

Come già detto, negli ultimi due anni il nostro legislatore ha introdotto delle procedure giudiziali di divisione ereditaria semplificate:

  • alla divisione su domanda congiunta si ricorre qualora tra i coeredi sorgano contrasti sul valore delle quote. Questa procedura, veloce e meno onerosa rispetto al procedimento ordinario, consiste nella richiesta al giudice della nomina di un consulente che si occupi sia della stima del valore dei beni sia della redazione della proposta di divisione ereditaria; alla quale il giudice procederà nel caso in cui tale proposta non venga contestata da nessuno degli eredi. Per iniziare questa procedura è necessario che tutti i coeredi firmino il ricorso congiuntamente;
  • mediazione o negoziazione assistita, ciascuno dei coeredi può rivolgersi al proprio avvocato, eventualmente con l’ausilio di un mediatore, per avviare tale procedura finalizzata a trovare una soluzione a più motivi inerenti alla divisione (assegnazione beni, valore delle quote, valore dei beni dell’asse ereditario). La mediazione consiste nel trovare un accordo sulla distribuzione dell’eredità tra i coeredi in lite, il quale permette di assecondare in modo soddisfacente la volontà di tutte le parti. L’accordo raggiunto dovrà essere comunque autenticato da un notaio.

3. Disaccordo tra eredi: la divisione di beni immobili

La domanda per la divisione dell’immobile in comunione ereditaria si propone presso il Tribunale del luogo nel quale si è aperta la successione, o quello dell’ultimo domicilio del defunto. Al giudizio devono partecipare tutti i coeredi titolari della comunione ereditaria. Inoltre, se uno dei coeredi ha intenzione di vendere una quota di eredità, agli altri eredi spetta la prelazione, ossia chi vuole vendere è tenuto a preferire per primi questi ultimi.

Nel caso di immobili non facilmente divisibili, o quelli che subirebbero dopo la loro divisione il deprezzamento del valore delle singole quote rispetto al valore reale dell’immobile, non può aver luogo il conferimento esclusivo dei bene ereditari corrispondente alla quota del coerede richiedente.

Se il frazionamento di questi non è possibile, si può procedere o con la vendita degli stessi con la successiva divisione del ricavato oppure con l’assegnazione dell’intero immobile come quota di uno dei coeredi che a sua volta dovrà versare un conguaglio agli altri per l’eccedenza della sua quota.

Nel caso in cui gli eredi non si accordino e nessuno di essi ha intenzione di acquisire l’immobile, si procederà con la sua vendita all’asta, le cui condizioni saranno stabilite dal giudice, al fine di distribuire il ricavato a ciascun erede in proporzione alle rispettive quote.

Fonti normative

Codice civile: articoli 713, 720,1100 e seguenti

Codice di procedura civile: articolo 791 bis

In cosa consiste la divisione della comunione ereditaria? Quali sono le procedure da avviare in caso di disaccordo tra i coeredi? Cosa succede se la divisione ereditaria ha ad oggetto un bene immobile non comodamente divisibile? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.


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