Ti inviamo in poche ore preventivi di avvocati specializzati

Raccontaci il tuo caso

Ricevi tre preventivi gratuiti

Scegli l'avvocato per te

Hai bisogno di un Avvocato?

Descrivi il tuo caso

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

I vantaggi di AvvocatoFlash

+4.000 avvocati in tutta Italia

Solo avvocati qualificati

+12.000 persone assisite nel 2018

Collazione: significato e obblighi per gli eredi che hanno beneficiato di una donazione

i figli e i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati. La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile

< Diritto di Famiglia e Successioni   # Collazione   # CollazioneEreditaria  

 collazione ereditaria approfondimento avvocatoflash

Hai bisogno di un avvocato per successioni e testamento? Tramite il servizio di AvvocatoFlash, attivo in tutta Italia, potrai trovare un buon avvocato per successioni e testamento in breve tempo.

1. Cosa è la collazione ereditaria

L’istituto della collazione è previsto dall’articolo 737 c.c., secondo cui: “i figli e i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati. La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile”.

Il legislatore ha inteso quindi ripristinare l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario fra i familiari. L’istituto beneficia gli eredi che durante la vita del de cuius non hanno ottenuto (o hanno ottenuto in misura inferiore) beni e diritti in donazione.

La collazione serve a determinare la massa ereditaria oggetto di divisione, in cui rientrano anche quei beni che vi sono usciti per effetto di donazioni. Attraverso la collazione chi ha ricevuto i beni per donazione ne conferisce il valore, al fine di formare le “porzioni” nel momento antecedente alla divisione. Appare infatti facilmente intuibile come le donazioni che il defunto ha disposto in vita possano aver inciso anche in maniera significativa sul complesso dei beni lasciati al momento del decesso e, quindi, sull’entità delle porzioni di beni che spettano a ciascuno dei coeredi.

Ai fini del computo dell’eredità si rende allora necessario ripristinare il valore della massa rispetto agli atti dispositivi del patrimonio del de cuius.

Solo alcune categorie di soggetti sono tenute alla collazione: per chi non faccia parte di queste non sussiste alcun obbligo né alcun beneficio. Tali sono i figli, i discendenti ed il coniuge del de cuius che siano divenuti eredi, avendo accettato espressamente o tacitamente l’eredità. I semplici chiamati, chi rinunci all’eredità, colui a danno del quale si maturi la prescrizione al diritto di accettare l’eredità o la decadenza, non sono tenuti ad effettuarla.

2. Oggetto della collazione

Con la collazione i beni donati rientrano nella massa ereditaria unicamente per l’ammontare corrispondente a quanto necessario per reintegrare la quota del legittimario che sia stata lesa per effetto delle donazioni.

Onere, questo, che prevede per il legittimario l’imputazione alla sua quota di legittima del valore delle donazioni e dei legati da lui ricevuti.

3. Collazione: quando è obbligatoria?

Quella della collazione ereditaria è procedura obbligatoria per legge, a meno che il donatario ne sia dispensato dal donante. Nell’ipotesi in cui il defunto abbia dispensato dall’obbligo di collazione o imputazione il soggetto che ha ricevuto in donazione, la successione e la divisione si svolgeranno come se il bene oggetto di donazione dispensata non vi fosse mai stato. Per dispensare il coerede che ha beneficiato della donazione dall’obbligo di collazione il de cuius deve darne espressa comunicazione nell’atto di donazione o nel testamento.

Il de cuius può pertanto esonerare il donatario dalla collazione tramite una espressa dichiarazione di dispensa, dispensa che agisce pur sempre nei limiti della quota disponibile. Per la parte eccedente la dispensa produrrà una lesione della quota di legittima, con conseguente suo assoggettamento all’azione di riduzione.

La dispensa, come ha osservato più volte la Corte di Cassazione, determina un rafforzamento dell’attribuzione patrimoniale che viene disposta in favore del donatario, fino al limite – non superabile – che è rappresentato dall’intangibilità della quota di riserva che spetta ai legittimari. Quale disposizione mortis causa, la dispensa dall’obbligo della collazione, ancorché contenuta in un atto di donazione, è sempre revocabile secondo il principio di libertà testamentaria.

Non sono, infine, soggette a collazione, per espressa disposizione di legge, le donazioni di valore modico in favore del coniuge. Allo stesso modo non lo sono le spese per il mantenimento e per l’educazione dei figli, quelle che vengono sostenute per malattia, quelle ordinarie che vengono effettuate per abbigliamento o per le nozze, e le spese ordinarie che vengono sostenute per l’istruzione.

Riccardo Scandurra

Hai bisogno di una consulenza da parte di un avvocato? Hai bisogno di un legale? Cerchi assistenza per un problema legale? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente, e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.


AvvocatoFlash.it

Hai bisogno di un Avvocato?

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

Richiedi Preventivi Gratis