Assegno di mantenimento dell'ex-coniuge: tutte le novità del 2018

// Diritto di Famiglia e Successioni  
# AssegnoMantenimento  

I requisiti per la concessione dell’assegno di mantenimento nei confronti dell’ex-coniuge, sono stati riformati dalla giurisprudenza in una diversa ottica del matrimonio e dei rapporti esistenti tra i coniugi al termine della loro vita matrimoniale. Vediamo i dettagli.

1. L’assegno di mantenimento

L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema del diritto di famiglia e, più precisamente, le novità relative all’assegno di mantenimento in favore dell’ex coniuge.

La disciplina dell’assegno divorzile ha subito un notevole mutamento ad opera della Corte di Cassazione, che ha abbandonato il parametro del tenore di vita, quale elemento su cui basare il diritto all’assegno di mantenimento, esprimendo un nuovo parametro fondato sul raggiungimento dell’indipendenza economica dei coniugi.

Fino ad oggi, il diritto all’assegno divorzile in favore del coniuge economicamente più debole era legato alla necessità di garantire, anche successivamente alla fine del matrimonio, lo stesso tenore di vita che i coniugi avevano durante le nozze.

Tuttavia, tale parametro nel corso degli anni, ha subìto una profonda disfunzione dal momento che la persistenza del tenore di vita matrimoniale. Il divorzio, ha portato a considerare il diritto all’assegno divorzile nei confronti del coniuge economicamente più debole come un diritto acquisito in origine, non identificandosi più in una funzione di solidarietà assistenziale tra i coniugi, ma come una rendita perpetua, realizzando un indebito arricchimento giustificato soltanto da un preesistente rapporto matrimoniale ormai concluso.

Per tale motivo, la Corte di Cassazione, ha espresso un nuovo principio che subordina il riconoscimento dell’assegno divorzile alla mancanza da parte del coniuge richiedente, dei mezzi economici necessari, a far fronte autonomamente al proprio sostentamento.

Il nuovo parametro, si fonda sulla considerazione che il divorzio comporta lo scioglimento definitivo dei rapporti esistenti tra i coniugi, sia dal punto di vista personale sia economico, considerando gli ex-coniugi come persone singole.

L’estinzione dei rapporti tra le parti, comporta che l’assegno divorzile può avere soltanto una funzione assistenziale a favore del coniuge più debole, qualora sia oggettivamente incapace di far fronte al proprio sostentamento, a prescindere dal tenore matrimoniale o dell’eventuale differenza reddituale tra i coniugi.

Ciò significa che l’assegno divorzile non mira più a riequilibrare i rapporti economici tra le parti attraverso il godimento dello stesso tenore di vita avutosi in costanza di matrimonio, ma dovrà basarsi soltanto sull’indagine relativa alla possibilità per il coniuge beneficiario di possedere i mezzi economici, tali da consentirgli la propria indipendenza economica ovvero accertando l’impossibilità di procurarseli per circostanze estranee alla sua volontà.

1.2 Il calcolo dell’assegno di mantenimento

Il diritto ad ottenere il mantenimento ed il suo relativo calcolo, è subordinato innanzitutto alla verifica da parte dell’autorità giudiziaria, del requisito dell'indipendenza economica che legittima l’assegno divorzile e, precisamente, la mancanza di adeguati mezzi di sussistenza del richiedente al fine di sostenersi autonomamente.

Il giudice, infatti, in sede di divorzio, può disporre il versamento dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge più debole economicamente che ne faccia richiesta quando quest’ultimo non abbia i mezzi necessari alla propria autosufficienza economica o sia impossibilitato a procurarseli per ragioni indipendenti dalla sua volontà.

L’indipendenza economica, può essere accertata mediante alcuni indici probatori, tra cui:

  • il possesso di redditi o patrimoni del coniuge richiedente l’assegno;
  • il possesso di un’abitazione;
  • l’accertamento della capacità lavorativa, ossia la possibilità in relazione all’età, al sesso e alla salute, di svolgere un’attività da cui trarre il reddito necessario al proprio sostegno.

Esaurita la prima fase, con l’accertamento dell’indisponibilità oggettiva del richiedente a sostentarsi e, di conseguenza, la mancanza dell’indipendenza economica, il giudice potrà disporre l’obbligo al mantenimento, effettuando il calcolo dell’assegno divorzile, determinandone in concreto l’ammontare facendo riferimento ai criteri dettati dall’art. 5 della Lg. 898 del 1970 e cioè tenendo conto:

  • delle condizioni dei coniugi;
  • dei motivi della decisione;
  • del contributo dei coniugi, nella gestione familiare e nella formazione del patrimonio singolo e familiare;
  • del reddito di entrambi i coniugi;
  • della durata del matrimonio.

Fonti normative

Cassazione Civile, I Sez., 10 maggio 2017, n. 11504

Legge 1 dicembre 1970, n° 898: Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio

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