Assegno di mantenimento dei figli: tutte le novità del 2018

// Diritto di Famiglia e Successioni  
# AssegnoMantenimentoFigli  

Quando i figli hanno diritto ad ottenere il mantenimento da parte dei genitori? Quali elementi prende in considerazione il giudice per stabilire l’importo dell’assegno loro spettante? Vediamolo insieme.

1. L’Assegno di mantenimento

L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema del diritto di famiglia e, più precisamente, il diritto di mantenimento riconosciuto ai figli sia minorenni sia maggiorenni, a seguito della separazione o divorzio dei genitori.

L’assegno di mantenimento, si sostanzia in una somma di denaro versata periodicamente in favore dei figli dai genitori, in proporzione al loro reddito.

Il mantenimento dei figli, persiste anche successivamente alla separazione o divorzio dei coniugi, rimanendo fermo l’obbligo posto a loro carico di educare, mantenere ed istruire la prole.

1.1 L’Assegno di mantenimento nei confronti dei figli minorenni

Il diritto al mantenimento nei confronti dei figli minorenni, è disciplinato dall’art. 337 ter del Codice Civile, secondo cui, il giudice adotta i provvedimenti relativi ai figli, in considerazione esclusivamente del loro interesse.

I genitori, possono accordarsi consensualmente stipulando un’apposita pattuizione, che disciplini l’affidamento della prole ed il versamento dell’assegno anche in misura differente per ognuno di essi, nonché pattuire modalità diverse dall’assegno periodico, come ad esempio il trasferimento di un bene immobile in favore dei figli.

In mancanza dell’accordo coniugale, o qualora esso pregiudichi l’interesse prevalente dei minori, è il giudice a determinare l’ammontare del contributo economico che i genitori sono tenuti a versare. Ciò avverrà in proporzionalmente al loro reddito.

A tal fine, verrà imposto al genitore economicamente più avvantaggiato, il versamento dell’assegno di mantenimento, rendendo effettiva la proporzionalità al mantenimento dei figli da parte di entrambi i genitori.

1.2 L’assegno di mantenimento ai figli maggiorenni

L’obbligo dei genitori di provvedere al mantenimento dei figli persiste anche a seguito della maggiore età della prole.

Ai sensi dell’art. 337 septies del Codice Civile, è disposto a loro favore, considerando tutti gli elementi del caso, un assegno periodico fin quando essi non abbiano raggiunto l’indipendenza economica, tale da consentirgli di sostenersi autonomamente.

L’autosufficienza economica, si verifica quando il figlio maggiorenne, svolga un’attività lavorativa produttiva di una fonte reddituale, tale da provvedere autonomamente alle proprie necessità, a prescindere dal tenore di vita goduto dal figlio in costanza di matrimonio.

L’obbligo al mantenimento del figlio maggiorenne cessa anche quando si accerti che il figlio sia inoccupato, negligentemente, ha rifiutato, senza giustificazione, le proposte di lavoro ricevute, o sia stato inerte nell’intraprendere o concludere un percorso di studio.

Una volta raggiunta l’indipendenza economica da parte del figlio maggiorenne, cessa l’obbligo al mantenimento a carico dei genitori e non può nuovamente riemergere qualora il figlio perda in seguito il reddito che consentiva l’autosostentamento.

Ciò in quanto con il raggiungimento dell'autosufficienza economica, vengono meno i presupposti necessari a richiedere il mantenimento, potendo il figlio chiedere soltanto l’adempimento dell’obbligo alimentare, qualora versi in stato di bisogno.

2. Calcolo dell’assegno di mantenimento

Le novità sull’assegno di mantenimento espresse dalla Corte di Cassazione in relazione al rapporto tra i coniugi, secondo cui il raggiungimento dell’indipendenza economica va preferito rispetto al parametro del tenore di vita, non ha apportato alcuna variazione sul mantenimento spettante ai figli.

Il nuovo orientamento espresso dalla giurisprudenza, infatti, non si applica ai provvedimenti relativi ai figli, laddove continua a persistere l’elemento del tenore di vita che i figli minorenni hanno avuto con i genitori durante il loro matrimonio, al fine di determinare l’ammontare del mantenimento loro spettante.

Oltre al tenore di vita, il giudice deve considerare:

  • i bisogni attuali della prole;
  • i periodi in cui soggiornano presso entrambi i genitori;
  • le capacità economiche di quest’ultimi;
  • l’apporto domestico ed assistenziale, quantificato in termini economici, che i genitori dedicano ai figli.

Per effettuare il calcolo dell’assegno di mantenimento da versare ai figli, i giudici ricorrono a diversi indici reddituali, al fine di determinare la capacità economica di ciascun genitore.

Tali indici, prendono in considerazione:

  • il reddito percepito da entrambi i genitori dallo svolgimento di un’attività lavorativa;
  • le eventuali rendite da cui i genitori possono trarre profitto (immobili, partecipazioni finanziarie, ecc.);
  • la rilevanza economica della casa coniugale, assegnata ad uno dei coniugi dal momento che l’altro coniuge deve sopportare il costo di un’altra abitazione. Tale onere va considerato al fine di determinare la somma posta a suo carico;
  • il numero dei figli che siano a carico di ciascun coniuge.

Fonti normative

Codice civile: articoli 337 ter, 337 septies

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