Per ammortizzatori sociali si intende una serie di misure volte ad assicurare un sostegno economico ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.

Legge di bilancio 2022 e ammortizzatori sociali

1. La legge di Bilancio 2022 e gli ammortizzatori sociali

Per ammortizzatori sociali si intende una serie di misure volte ad assicurare un sostegno economico ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Quindi si tratta di strumenti a cui ricorrono le aziende che si trovano in crisi e per tale motivo devono ridimensionare i costi di lavoro. La riforma degli ammortizzatori sociali si è resa necessaria anche per via degli effetti socio-economici determinati dalla pandemia da COVID-19 che hanno spinto l’ Esecutivo ad attuare interventi emergenziali per sostenere le imprese e il mercato del lavoro, per cercare di evitare conseguenze troppo drammatiche da un punto di vista sociale.

A seguito della ripresa delle attività produttive e al miglioramento degli indicatori occupazionali, le linee guida dell’Esecutivo si traducono nelle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2022. Di seguito faccio una esposizione degli ammortizzatori sociali previsti dal nostro ordinamento.

2. CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI (CIGO)

La GIGO è una prestazione economica erogata dall’INPS in caso di decurtazione della retribuzione per la riduzione dell’attività lavorativa. È uno strumento attraverso il quale è assicurato un sostegno alle imprese al fine di mantenere i livelli occupazionali in presenza di situazioni caratterizzate dalla temporaneità e dalla certezza della ripresa delle attività produttive.

I destinatari del CIGO sono i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato che risultano avere una certa anzianità di servizio alla data di presentazione dell’istanza di concessione. La CIGO viene corrisposta fino a un massimo di 13 settimane continuative, un periodo prorogabile trimestralmente fino a un massimo di 52 settimane. Il trattamento ammonta all'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore zero e il limite dell'orario contrattuale, e si calcola tenendo conto dell’orario di ciascuna settimana indipendentemente dal periodo di paga.

La CIGO è autorizzata con pagamento a conguaglio del datore di lavoro. Il pagamento diretto dei lavoratori, da parte dell'INPS, può essere autorizzato dalla sede INPS territorialmente competente su richiesta della azienda, nel caso di serie e documentate difficoltà finanziarie debitamente documentate dalla stessa. Da un punto di vista procedurale l’impresa è tenuta a comunicare alle rappresentanze sindacali le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, le entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati.

3. CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA (CIGS)

Il trattamento CIGS è previsto dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali e viene erogato dall’INPS con lo scopo di sostituire o integrare la retribuzione dei lavoratori sospesi o a orario ridotto di aziende in situazione di difficoltà produttiva o per consentire alle stesse di affrontare processi di riorganizzazione o nel caso le stesse hanno stipulato contratti di solidarietà.

Possono accedervi le imprese che hanno occupato più di 15 dipendenti e che rientrano nei seguenti settori: industria, artigianato, imprese appaltatrici dei servizi di mensa e di pulizia, cooperative di trasformazione dei prodotti agricoli e loro consorzi. A queste si aggiungono le imprese che hanno occupato più di 50 dipendenti nel semestre precedente la data di presentazione della domanda. La CIGS, a prescindere dal numero di dipendenti, spetta anche alle imprese del trasporto aereo e gestione aereoportuale, dei partiti e movimenti politici entro alcuni limiti di spesa.

La domanda di concessione della CIGS, dotata dall’elenco dei nominativi dei lavoratori interessati al trattamento, deve essere presentata al Ministero del Lavoro e alla Direzione del Lavoro territorialmente competente, ai fini dell’adozione successiva del Decreto Direttoriale del MLPS, entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza. Quindi è prevista una durata massima compresa tra i 12 e i 36 mesi, nonché una contribuzione addizionale a carico delle aziende destinatarie del trattamento. 5.3.CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI IN DEROGA (CIGD) La CIGD è un contributo a sostegno di imprese che non possono usufruire degli strumenti ordinari perché esclusi in origine o perché hanno esaurito il periodo delle tutele ordinarie.

A livello generale la misura di integrazione salariale in questione può essere prorogata o concessa ai lavoratori subordinati che hanno un’anzianità di servizio presso l’impresa di almeno 12 mesi prima della data di intervento. La CIGD viene concessa dalla Regione o dalla Provincia autonoma oppure dal Ministero del Lavoro. Il valore dell’indennità è pari all’80% della retribuzione.

4. FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE (FIS)

Il FIS è uno strumento di integrazione salariale con il fine di rafforzare le tutele esistenti dei Fondi di Solidarietà. Il Fondo è stato soggetto a un riordino da parte della Legge di Bilancio 2022, la quale ha allargato la platea dei soggetti, la tipologia e le prestazioni erogate. Nello specifico il FIS precedentemente erogava un assegno di solidarietà, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupavano più di 5 dipendenti, e un assegno ordinario come prestazione ulteriore per i lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupavano più di 15 dipendenti.

Ma dal 1° gennaio 2022 l’assegno di solidarietà è stato abrogato e l’assegno ordinario è stato sostituito dall’assegno di integrazione salariale, che spetta ai dipendenti dei datori di lavoro non destinatari della cassa integrazione ordinaria (CIGO), che operano in settori in cui non sono stati costituiti Fondi di solidarietà bilaterali e che occupano almeno 1 dipendente. In merito alla durata del FIS si prevedono 13 settimane per i datori di lavoro che hanno occupato fino a 5 dipendenti nel semestre precedente e 26 settimane per quelli che ne hanno occupati più di 5.

5. CASSA INTEGRAZIONE SALARIALE PER GLI OPERAI AGRICOLI (CISOA)

La CISOA è uno strumento di integrazione salariale utilizzato per le aziende esercenti attività di natura agricola. Il trattamento è pari all’80% della retribuzione media giornaliera corrisposta nel mese precedente a quello in cui si è verificata o ha avuto inizio la sospensione dell’attività lavorativa. Le richieste di integrazione salariale agricola sono presentate dal datore entro 15 giorni dall’inizio dalla sospensione dell’attività lavorativa esclusivamente per via telematica.

6. NUOVA ASSICURAZIONE SOCIALE PER L’IMPIEGO (NASpl)

È un’indennità mensile con la funzione di fornire un sostegno al reddito dei lavoratori che hanno perso l’occupazione. Sono destinatari di tale prestazione i lavoratori dipendenti, i soci lavoratori di cooperativa che hanno stabilito un rapporto di lavoro subordinato e il personale artistico. La NASpl è corrisposta mensilmente per un numero di settimane corrispondente alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni.

Il valore della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se la retribuzione è inferiore a un importo di riferimento stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT. È quindi previsto un requisito pari ad almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Il diritto alla prestazione può decadere per la perdita dello stato di disoccupazione, per l’avvio di un’attività di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi (o a tempo indeterminato), per l’avvio di un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata, per il raggiungimento dei requisiti di pensionamento, per la mancata partecipazione (in specifici casi previsti dalla norma) alle iniziative di orientamento dei Centri per l’impiego.

7. DIS-COLL

La “DIS-COLL” è l’indennità di disoccupazione mensile che spetta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno perso involontariamente l’occupazione e che sono iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata presso l’INPS. L’indennità è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo dal 1° gennaio dell’anno solare precedente all’evento di cessazione sino alla cessazione stessa.

Inoltre, ai fini della durata, non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione, né sono riconosciuti contributi figurativi per i periodi di fruizione dell’indennità (art. 15, commi 6-7). In ogni caso, la DIS-COLL non può superare la durata massima di 6 mesi. La domanda deve essere presentata all’INPS, in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di collaborazione e l’indennità spetta a decorrere dall’8° giorno successivo alla cessazione della collaborazione o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal 1° giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

L’erogazione della DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione, nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti. La normativa di riferimento riporta anche i casi di decadenza o sospensione ossia una nuova occupazione.

8. INDENNITÀ DI MOBILITÀ

L’indennità di mobilità è una prestazione a sostegno del reddito per i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e serve per favorirne il reinserimento nel mondo lavorativo. Tale procedura si avvia quando le aziende durante o a conclusione della cassa integrazione non garantire il reimpiego di tutti i lavoratori. Il valore è calcolato in una misura percentuale dell’importo del trattamento straordinario di integrazione salariale ed è riconosciuta per un periodo massimo di dodici mesi, elevato a 24 per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a 36 per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni.

Miryam Spinazzola

 

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