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Contratto di collaborazione stagionale: cos’è e come funziona

Il lavoro stagionale è in genere la prima esperienza lavorativa alla quale approdano i giovani per iniziare a rendersi indipendenti economicamente dalle proprie famiglie e, come qualsiasi altro lavoro, gode di diritti e tutele.

< Diritto del Lavoro   # ContrattoCollaborazioneStagionale  

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1.Collaborazione stagionale: diritti e tutele del lavoratore

Si parla di collaborazione stagionale quando la prestazione lavorativa si svolge ciclicamente ed è legata ad un determinato periodo o più periodi dell’anno. Dunque, ciò che lo caratterizza è la mancanza del carattere di continuità. Tale attività rientra nel più ampio termine di contratto a tempo determinato, dal quale si distingue, oltre che per il limite di durata massima, anche per la maggiore elasticità.

I lavoratori stagionali vengono assunti dalle aziende attraverso un contratto a tempo determinato oppure, per i più giovani, attraverso un contratto di apprendistato. In entrambi i casi, il contratto è valido soltanto per un periodo di tempo (stagione) e deve essere preceduto da un’apposita informativa. Inoltre, con tali contratti, possono essere assunti anche minorenni (16 anni compiuti) previo assenso dei genitori o, in casi particolari, di un tutore.

Il lavoratore stagionale ha gli stessi diritti di qualsiasi altro lavoratore assunto con un contratto di lavoro subordinato, per ciò che concerne il trattamento economico, i permessi, le ferie e i riposi settimanali.

I contratti stagionali prevedono una maggiore elasticità, ma ciò non deve condurre ad alcun tipo di discriminazione lavorativa. Anche il lavoratore stagionale ha diritto al TFR, il quale verrà corrisposto al termine del periodo lavorativo. L’unico limite consiste nel fatto che nel caso di specie non può essere un anticipo sullo stesso. Riguardo alle tutele del lavoro stagionale, la legge prevede che i lavoratori che hanno svolto attività lavorativa, per una stagione nella stessa azienda, abbiano diritto di precedenza rispetto ad eventuali nuove assunzioni dell’azienda in questione.

È utile a questo punto citare un esempio: è da poco iniziato il tanto agognato periodo dei saldi, in questo contesto spesso le aziende ricorrono all’assunzione di personale con contratto stagionale al fine di coadiuvare il personale già esistente e ciò per far fronte all’incremento delle vendite. In questi casi gli stipendi, l’orario di lavoro e i riposi settimanali, sono equivalenti a quelli dei dipendenti assunti regolarmente.

Inoltre, spesso le persone che vengono assunte per questi periodi particolari sono le stesse degli anni precedenti, presso le stesse aziende in quanto godono del diritto di precedenza.

2. Elasticità del contratto di lavoro stagionale: Welfare e Decreto dignità  

Il contratto di collaborazione stagionale ha diverse particolarità che lo rendono più elastico e meno vincolante rispetto agli altri contratti di lavoro a tempo determinato. Tra questi, la durata che in tal caso può essere inferiore ai 24 mesi, l’assenza di alcun obbligo di pausa tra la sottoscrizione di un contratto e l’altro ed infine, non sono previsti limiti neanche per ciò che concerne il numero dei lavoratori che l’azienda può assumere.

È doveroso, per concludere, ricordare che le novità in materia di lavoro previste dal Decreto Dignità coinvolgerebbero anche il lavoro stagionale. A tal proposito, secondo quanto previsto dalla versione definitiva del testo di legge, ai lavoratori stagionali oltre a non applicarsi più il limite massimo di durata del contratto e l’obbligo di una pausa tra un contratto e l’altro, non si applicherà neanche l’obbligo della causale ossia della motivazione di carattere tecnico, organizzativo o sostitutivo che il datore di lavoro doveva adottare per addurre un termine al contratto di lavoro.

Fonti normative

Protocollo welfare, l.247/2007

DPR1525/1963

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