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Come funziona il contratto di collaborazione occasionale?

Questa particolare tipologia di contratto, non rientra nei contratti di lavoro subordinato, ma è caratterizzato dalla collaborazione autonoma e prestata in maniera occasionale al servizio di uno o più datori di lavoro.

< Diritto del Lavoro  

1. Il contratto di collaborazione occasionale ordinario: la normativa abrogata

La legge Biagi regolava la prestazione di lavoro occasionale: il lavoro occasionale ordinario è caratterizzato dal fatto che nel corso dell'anno, esso non prevede prestazioni che abbiano una durata di più di trenta giorni e i compensi percepiti non superano mai la soglia di Euro 5000 annuali. Un simile contratto fa si che ci si ponga alcune domande quali: la collaborazione occasionale può essere applicata a tutti i tipi di lavoro? Cosa succede se la collaborazione supera i 30 giorni e i 5000 euro annuali? Si la collaborazione è prevista per tutti i tipi di lavoro senza distinzione, e nel caso in cui venissero superati i suddetti limiti, allora il contratto decade e nasce al posto suo un contratto di lavoro a progetto. Non è inoltre richiesta dalla legga l'apertura di una partita IVA, per essere pagato, è solo necessario che colui che ha svolto la prestazione lavorativa presenti al datore di lavoro una ricevuta che attesti il lavoro svolto, e a quel punto il datore di lavoro è tenuto a versare una ritenuta d'acconto pari al 20 % della retribuzione.

E per quanto riguarda i contributi? Esiste l'obbligo di versamento per i collaboratori occasionali? No, i collaboratori sono esenti dal versamento dei contributi, poiché l'iscrizione alla Gestione Separata INPS prevede una base imponibile superiore ai 5000 Euro

1.1 Le novità del Jobs Act

la normativa appena illustrata, è stata però abrogata dal famoso “Jobs Act” e ad oggi l'unica disciplina che regolamenta le prestazioni di lavoro occasionali è prevista all'art 222 del codice civile, che riguarda genericamente il contratto d'opera. Alla luce di quanto previsto dal detto articolo, al giorno d'oggi il collaboratore autonomo può definirsi come colui che effettua una prestazione occasione obbligandosi a compiere, dietro un corrispettivo, un'opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo della subordinazione, né potere alcuno di coordinamento da parte del datore di lavoro.

2. Caratteristiche della prestazione occasionale

Qui di seguito, vedremo quali sono i limiti qualitativi legati alla prestazione occasionale:

- mancanza di continuità nella prestazione di lavoro autonomo: anche se la valutazione deve sicuramente essere fatta caso per caso, è chiaro che nella prestazione occasionale la continuità non debba esistere (perchè se cosi fosse dovremmo parlare di lavoro subordinato);

- mancanza di coordinamento nella prestazione: come appena sopra esplicato, il datore di lavoro non ha alcun potere di coordinamento “dall'alto” , poiché il soggetto collaboratore non è inserito nel meccanismo aziendale.

3. La prestazione occasionale nel 2017 e il nuovissimo PrestO

Quest'anno nel panorama lavorativo italiano vi è stata un'altra importante novità nel campo della collaborazione occasionale: i vecchi voucher di lavoro sono stati completamenti rottamati e al suo posto è stato inserito un nuovo tipo di contratto di lavoro, chiamato prestO, che è l'acronimo di prestazione occasionale. PrestO è stato creato con il fine di dare nuova e più pregnante regolamentazione al lavoro occasionale, e di non consentire l'abuso dei nuovi voucher.

Vediamo quali sono le nuove regole per i datori di lavoro, i quali potranno utilizzare questo tipo di contratto solo in questi casi:

- se in azienda sono presenti un massimo di 5 lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato;

- i limiti di retribuzione annua si aggirano intorno ai 5000 euro l'anno per i lavoratori;

- i limiti di retribuzione annua si aggirano intorno ai 2500 per ogni singolo committente.

Sarà la stessa INPS a occuparsi della retribuzione e con questo sistema potranno essere retribuiti di più le seguenti categorie di lavoratori:

- titolari di pensione, sia essa di invalidità o di vecchiaia;

- soggetti disoccupati;

- percettori di prestazioni di sostegno al reddito;

- ragazzi con meno di 25 anni impegnati in un percorso di studio.

Viene fatto poi assoluto divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale dal momento in cui si sia in presenza di:

- soggetti che abbiano cessato da almeno sei mesi un rapporto di lavoro subordinato con lo stesso datore;

- aziende che impegnano più di cinque lavoratori a tempo indeterminato;

- imprese del settore agricolo o per appalti di opere e servizi.

3.1 E la retribuzione?

Per la retribuzione abbiamo i voucher telematici, del valore di circa 9 Euro l'ora e i contributi INPS e INAIL saranno a carico del datore di lavoro. La retribuzione sarà corrisposta dall'INPS la quale deve provvedere al pagamento dello stipendio dei voucher telematici entro e non oltre il 15 del mese successivo a quello rispetto a quando il lavoro è stato prestato. Si ricordino però alcune avvertenze:

- la retribuzione giornaliera non deve essere mai inferiore a 36 Euro;

- PrestO può essere stipulato solo in relazione a lavori che prevedano non più di 4 ore di attività lavorative giornaliere, con diritti a pause e permessi;

- i voucher si attivano in maniera telematica;

- il mancato rispetto delle previsioni della Manovra, avranno come conseguenza delle sanzioni, anche di un certo rilievo.

3.2 quali sono gli obblighi del datore di lavoro?

Le aziende che intendono avvalersi di collaboratori esterni devono comunicare all'INPS in via telematica un'ora prima che il lavoratore entri in servizio i seguenti dati:

- identificativo del lavoratore e dati anagrafici;

- oggetto della prestazione e luogo del suo svolgimento;

- data e ora inizio e fine prestazione;

- compenso pattuito.

Nel caso in cui queste informazioni venissero omesse o non comunicate o comunicate erroneamente, le sanzioni per il datore di lavoro potranno andare dai 500 ai 2500 Euro.

Infine nel caso in cui venisse superato il tetto di retribuzione annua e\o il massimo delle ore lavorative previste per legge, il datore di lavoro sarà obbligato ad assumere il collaboratore con un contratto di lavoro e tempo pieno e indeterminato.

Fonti normative

- 222 Cod. Civ.

- lgs 276 del 2003,

- testo riforma Jobs Act

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