Come funziona il contratto di franchising?

// Diritto Commerciale e Societario  
# ContrattoFranchising  

Il contratto di franchising o affiliazione commerciale rappresenta la forma ideale di lavoro in proprio per chi intende avviare un’attività.

1. Caratteristiche del contratto di franchising

Il franchising è un contratto atipico, non direttamente disciplinato dal Codice Civile, che rientra nella categoria dei contratti di distribuzione.

Le due figure principali dell’accordo sono il franchisor (casa madre) e il franchisee (affiliato) che, attraverso la stipula del contratto, creano una collaborazione diretta alla commercializzazione di beni e/o servizi.

È evidente che la casa madre, per rafforzare il sistema di commercializzazione attraverso il contratto di franchising, ha raggiunto determinati successi e consolidato il marchio.

Tutto ciò permette di condividere il know-how, ovvero tutto quel bagaglio di conoscenze “sul modo di lavorare” e dunque un “trasferimento continuo” di conoscenze, anzi, di un patrimonio di conoscenze, attraverso esperienze, formazione e manuali.

L’affiliazione commerciale, come scelta di operare in un determinato settore attraverso un preciso brand, solleva il singolo operatore commerciale da molte attività tradizionali (come la valutazione delle prospettive del mercato, la scelta dei fornitori, la definizione delle politiche promozionali) consentendogli, in questo modo, di divenire ancor più specializzato in alcuni ambiti gestionali.

La decisione di entrare nell’affiliazione presenta delle conseguenze e condiziona la vita dell’aspirante affiliato per anni, impegnandolo sia sul piano finanziario e sia su quello personale.

La scelta di entrare nel mondo dell’impresa attraverso la porta del franchising deve essere dunque preceduta da un’analisi delle proprie attese, condizioni di partenza, competenze, esperienze maturate e caratteristiche personali. Valutare prima se stessi per capire se il franchising è adatto alle proprie caratteristiche, è di primaria importanza.

1.1 Tipiche condizioni contrattuali del franchising

Quando l’affiliato aderisce in genere gli viene chiesto dalla casa madre un diritto di entrata.

Queste diritto o fee di ingresso è un corrispettivo iniziale dato una tantum e di solito attuato al momento della stipula del contratto.

L’entità del corrispettivo può essere più o meno alta e dipende dal tipo di beni o servizi offerti, dalla formazione impartita, dalla notorietà del marchio (più è noto il brand più sarà alta la cifra relativa al diritto di entrata) e dall’assistenza impartita.

La contropartita sarà la seguente: entrando in una rete di franchising ci saranno costi minori di quanti se ne dovrebbero sostenere aprendo un’attività commerciale in proprio (zero spese per l’arredo del locale, assistenza, grafica e immagine studiate dalla casa madre, percorsi di formazione e brand già noto che consente di aprire un’attività immediatamente riconoscibile a tutti).

È naturale che l’affiliato dovrà corrispondere mensilmente una certa cifra alla casa madre. Ciò potrà avvenire mediante il versamento di un canone fisso o di una percentuale sui guadagni.

In alcuni casi, il pagamento mensile non avviene, poiché il franchisor ha già un suo ritorno economico dai prodotti o servizi distribuiti dall’affiliato.

1.2 cosa bisogna indicare nel contratto di franchising e quali sono gli obblighi previsti dalla legge

Il contratto di franchising deve:

– essere scritto, a pena di nullità;

– indicare l’ambito di esclusiva territoriale e la specifica del know-how fornito dall’affiliante all’affiliato;

– illustrare i servizi offerti dall’affiliante in termini di assistenza tecnica e commerciale, progettazione, allestimento, formazione;

– chiarire l’ammontare degli investimenti e delle eventuali spese d’ingresso che l’affiliato deve sostenere;

– specificare le modalità di calcolo e di pagamento delle percentuali che l’affiliante chiede all’affiliato in quota fissa o variabile in base al giro d’affari e se vi è un eventuale incasso minimo che l’affiliato debba realizzare;

– indicare le condizioni di rinnovo, risoluzione e cessione del contratto medesimo;

– se è a tempo determinato, deve avere una durata di almeno tre anni;

Inoltre il contratto potrà essere annullato se una delle parti fornisce false informazioni (con conseguente risarcimento del danno).

Ciò determina degli obblighi sia della casa madre sia dell’affiliato, che devono tenere un comportamento aderente ai principi di lealtà, buona fede e correttezza. L’affiliato, potrà ottenere il maggior numero di informazioni possibili: copia del bilancio degli ultimi tre esercizi, ragione e capitale sociale, elencazione di eventuali procedimenti giudiziali promossi nei confronti dell’affiliante, notizie sui marchi (ad esempio la licenza), elenco aggiornato di affiliati.

Viceversa, la casa madre, ha diritto che: la sede non sia trasferita senza il suo preventivo consenso salvo causa di forza maggiore (inagibilità dei locali ad esempio) e la tenuta ad una massima riservatezza riguardo il contenuto dell’attività oggetto del contratto.

2. Tipi di contratti di franchising

Esistono tre tipologie di franchising:

- Franchising di distribuzione: è tipico delle grandi catene dove la casa madre funge da centrale di acquisti. L’affiliante, acquista grandi stock di prodotto da diversi produttori e li ridistribuisce all’affiliato. In tal modo, il franchisor, fa una cernita “alla fonte” dei fornitori e avrà un unico interlocutore che seleziona i prodotti per l’affiliato.

L’affiliante, ha dunque messo a punto e sperimentato delle tecniche e dei metodi commerciali costituenti il know-how che egli trasferirà al suo affiliato. A fronte dell’uso dei marchi, dei servizi resi e dei beni forniti l’affiliante chiede all’affiliato un corrispettivo sotto forma di diritto di entrata di canoni periodici.

Attualmente questa tipologia contrattuale raggruppa il 50-60% dei marchi presenti in Italia (si pensi a grandi catene come Coin o Oviesse che trattano diverse tipologie di prodotti).

- Franchising del produttore: la casa madre è un’impresa industriale che produce i propri beni e li distribuisce attraverso la propria rete di affiliati.

Questo tipo di brand è tipico del settore dell’abbigliamento o dei mobili.

- Franchising di servizi: vengono erogati alcuni servizi i quali, possono spaziare nei campi più differenti. L’affiliato offre la prestazione di servizi inventati, messi a punto e sperimentati dalla casa madre. Il campo di attività di questo sistema è molto vario, andando dalla ristorazione alle attività turistiche e del tempo libero, dalla stampa e riproduzione rapida agli istituti di bellezza e ai parrucchieri, dai servizi di consulenza professionale agli istituti d’istruzione e formazione, alla mediazione creditizia, dall’intermediazione immobiliare all’autonoleggio, ecc.

Il franchising è uno dei principali strumenti nati per combattere la disoccupazione nelle aree depresse del Paese, attraverso l’incentivazione dell’auto impiego.

Si promuove, infatti, l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione attraverso la creazione di attività in franchising nelle aree economicamente svantaggiate d’Italia o a forte squilibrio di domanda-offerta di lavoro.

Uno dei primi passi è di rivolgersi a INVITALIA, (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) in cui gli aiuti non si concretizzano solo in mutui a tasso agevolato, coprendo il 100% delle spese per gli investimenti iniziali, ma anche in servizi di tutoraggio da parte di organismi specializzati, in grado di sostenere i neo-imprenditori in franchising nella fase di start-up aziendale.

Fonti Normative

Legge n.129 del 6 maggio 2004.

Codice Civile: art. 2596.

Decreto Ministero Attività Produttive 2 settembre 2005, n. 204.

Codice deontologico Aif (Associazione italiana del Franchising) così come previsto dalla L. 4/2013.

Codice deontologico europeo (nato da incontri e discussioni all’interno della Commissione Commercio e Distribuzione della CEE).

Codice deontologico della FIF (redatto dalla Federazione italiana del Franchising).

Regolamento CEE 2790/99.

Cassazione Civile, sez. III, sentenza 15/012007 n.647.

Tribunale di Monza, sentenza 20 marzo 2007.

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