Qual è la procedura per contestare una multa da Autovelox?

// Diritto Civile  
# Multe  

Oggigiorno sono sempre più numerosi i conducenti che si trovano a pagare multe da autovelox per eccesso di velocità, talvolta anche salate. Basti pensare, del resto, come in alcuni periodi dell’anno, per esempio, d’estate, molti Comuni riescono a fare cassa grazie agli introiti derivanti dalle multe.

1. Le multe da Autovelox

Se è vero che le multe sono più che legittime in tutti i casi in cui si pone in essere un comportamento scorretto alla guida del proprio veicolo, mettendo in pericolo non solo la propria vita ma anche quella degli altri (conducenti e pedoni), altrettanto non può dirsi per chi rispetta le regole del codice della strada. Per gli imprudenti, infatti, la multa rappresenta solo una blanda sanzione, a cui si aggiunge la sospensione o il ritiro della patente nonché una condanna penale per i casi più gravi di omicidio stradale.

La multa da autovelox, tuttavia, viene usata spesso come mezzo per incrementare le entrate dei singoli Comuni a dispetto dei poveri automobilisti, rispettosi del codice della strada. Allora questi come possono reagire? Sono costretti a pagare oppure possono opporsi?

La risposta è abbastanza semplice. Si deve, innanzitutto, leggere attentamente quanto è riportato nel verbale, cioè la violazione contestata e, se si è certi della correttezza del proprio comportamento, rivolgersi immeditatamente ad un avvocato. L’ausilio dell’avvocato, infatti, è fortemente consigliato giacché indicherà la strada migliore da seguire (ricorso al prefetto o al giudice di pace o, in alternativa, il pagamento della multa).

Vediamo ora nello specifico come si propone un ricorso avverso una multa da autovelox.

2. Tempi di notifica

Affinché la multa da autovelox sia valida, la stessa dovrà essere contestata all’automobilista immediatamente o, comunque, entro e non oltre i 90 giorni da quando il fatto è stato commesso. A tal proposito, farà fede la data di spedizione della raccomandata e non quella di ricevimento.

Da qui ne discende che la multa spedita oltre il novantesimo giorno sarà nulla per difetto di notifica.

In altri termini, se il verbale non è stato consegnato subito questo dovrà essere spedito nel termine inderogabile di 3 mesi dalla data di infrazione. Se, infatti, viene spedito dopo il decorso dei 3 mesi, allora il conducente non dovrà pagare alcunché.

Dopo aver ricevuto la multa, l’automobilista che ritiene di aver tenuto un comportamento corretto, ha due possibilità:

  • Ricorso al prefetto
  • Ricorso al giudice di pace

3. Differenza tra ricorso al prefetto e ricorso al giudice di pace

È giocoforza precisare che se si vuole fare ricorso non si deve procedere al pagamento della multa. Non è possibile, infatti, pagare la multa e poi fare ricorso.

I termini per fare ricorso, che devono essere osservati a pena di decadenza, sono diversi:

  • Ricorso al prefetto: entro e non oltre i 60 giorni che decorrono dal giorno successivo all’infrazione (se il verbale è stato consegnato subito) o dal ricevimento della raccomandata (se il verbale è stato spedito)
  • Ricorso al giudice di pace: entro e non oltre i 30 giorni che decorrono dal giorno successivo all’infrazione (se il verbale è stato consegnato subito) o dal ricevimento della raccomandata (se il verbale è stato spedito)

I non residenti in Italia hanno, invece, 60 giorni di tempo per proporre ricorso al giudice di pace o al prefetto.

Vi è, inoltre, una differenza riguardante i costi.

Nel caso del ricorso al giudice di pace è previsto un contributo unificato di 43 € per tutte le multe d’importo pari o inferiore a 1033 €. Se la multa arriva a 1100 € bisognerà aggiungere un bollo di 27 €.

A ben vedere, più è alto l’importo della multa, più alti sono gli importi del contributo e delle marche da bollo da versare. Qualora il ricorso sia accolto, le somme saranno restituite.

Nel caso del ricorso al prefetto, invece, i costi saranno minimi in quanto non sono previsti contributi e marche da bollo. Se, tuttavia, il ricorso sarà respinto, la multa da pagare sarà d’importo raddoppiato.

Deve osservarsi che non è possibile proporre contemporaneamente sia il ricorso al giudice di pace sia al prefetto. I due mezzi sono alternativi: o l’uno o l’altro. Per tale ragione potremmo definire necessario rivolgersi all’avvocato, l’unico in grado di scegliere consapevolmente il provvedimento più opportuno da adottare.

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