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Come difendersi da un pignoramento?

Il pignoramento è il primo atto dell’esecuzione forzata, con cui il creditore decide di recuperare giudizialmente il proprio credito nei confronti del debitore inadempiente.

< Diritto Civile  

Più precisamente il pignoramento è un’ingiunzione con cui l’ufficiale giudiziario intima al debitore il divieto di porre in essere, su taluni suoi beni e i loro frutti, atti che possano in qualsiasi modo limitare la garanzia per il creditore di ricevere l’adempimento di quanto gli è dovuto.

Qualsiasi atto contrario alla suddetta ingiunzione (ad esempio in caso di vendita), sarà da considerarsi invalido.

Il fine del pignoramento, infatti, è quello di far sì che i beni del debitore siano preservati fino al momento della loro vendita forzata o assegnazione, affinché il creditore possa vedere soddisfatti i propri crediti.

Il debitore nei diversi momenti della procedura di pignoramento può porre in essere strumenti per difendersi:

- può opporsi, al momento del precetto, se per vizi formali dell’atto può chiedere la nullità, o se contesta la somma pretesa;

- può eccepire, al momento del pignoramento, che i beni interessati dalla procedura non erano pignorabili;

- può accordarsi, in ogni momento, transattivamente con il creditore, ottenendo l’estinzione dell’esecuzione, e chiedendo la cancellazione del pignoramento;

- può chiedere al giudice la sostituzione del bene pignorato con una somma equivalente, e nel caso di beni immobili il giudice può stabilire una distribuzione temporale della cifra da pagare, fino ad un massimo di 36 rate mensili

- può chiedere, sempre che ci sia il consenso del creditore, la sospensione per un massimo di 24 mesi una tantum della procedura.

1. Procedura di pignoramento

La legge indica quale sia la procedura del pignoramento e come si realizza a seconda dell’oggetto che viene pignorato.

In linea generale, il pignoramento è caratterizzato dalle seguenti fasi:

- notifica di titolo esecutivo e precetto al debitore;

- trascorso il tempo indicato nel precetto, notifica del pignoramento da parte dell’ufficiale giudiziario;

- presentazione di istanza di vendita o assegnazione del bene dinanzi al giudice;

- valutazioni del giudice sull’istanza, sugli interventi di altri soggetti, e sulle opposizioni;

- ordinanza di vendita o assegnazione del bene;

- assegnazione o vendita del bene.

2. Cos’è il titolo esecutivo?

Il creditore ha l’obbligo di notificare al debitore il precetto, nel quale deve essere indicato il termine entro il quale questi deve pagare il dovuto.

Il precetto deve essere accompagnato dal titolo esecutivo.

Il titolo esecutivo è un documento che dichiara e prova l’esistenza del credito.

Sono titoli esecutivi:

- sentenza di condanna, anche di primo grado salvo eccezione;

- decreto ingiuntivo, dichiarato immediatamente esecutivo o non opposto;

- verbale di conciliazione giudiziale, sottoscritto dalle parti, dal giudice e dal cancelliere;

- verbale di conciliazione stragiudiziale, depositato in cancelleria;

- ordinanza di convalida di sfratto;

- altri provvedimenti a cui la legge attribuisce espressamente efficacia di titolo esecutivo

- cambiali e altri titoli di credito a cui la legge attribuisce efficacia esecutiva (a.e. gli assegni)

- scritture private autenticate dal notaio o da altro pubblico ufficiale (a.e. la ricognizione del debito).

3. Contenuto dell’atto di pignoramento

Decorso inutilmente il termine indicato nel precetto, notificato con il titolo esecutivo, si procede all’ingiunzione da parte dell’ufficiale giudiziario.

L’ingiunzione, per essere valida, oltre a contenere l’intimazione a non porre in essere nessuna attività che possa far diminuire la garanzia del creditore, deve contenere determinate informazioni stabilite dalla legge:

- l’invito rivolto al debitore a fornire una dichiarazione di residenza o domicilio;

- l’avvertimento che può chiedere di sostituire i beni pignorati con una somma di denaro, e che per farlo deve depositare almeno un quinto dell’ammontare dovuto, presso la cancelleria del giudice del luogo dove avviene l’esecuzione;

- l’avvertimento che l’opposizione al pignoramento non è ammissibile se avviene dopo la vendita o l’assegnazione dei beni oggetto della procedura, salvo che si dimostri che il ritardo sia dovuto a causa non imputabile all’opponente;

4. Pignoramento dei beni mobili

Oggetto del pignoramento posso essere i beni mobili, i beni immobili e finanche lo stipendio.

Nel caso di pignoramento dei beni mobili, i beni mobili vengono sottratti alla disponibilità del debitore da parte dell’ufficiale giudiziario.

Questi deve innanzitutto preferire il denaro contante o ogni altro bene che possa essere di più rapida e sicura realizzazione, come ad esempio titoli di credito o oggetti preziosi.

Per farlo, può cercare tra:

- i beni che si trovano nella casa del debitore o nei luoghi che a lui appartengono

- i beni che si trovano sulla persona del debitore, rispettandone il decoro

- i beni che non si trovano in luoghi che appartengono al debitore, ma dei quali questi può disporre, sempre che ci sia l’autorizzazione del tribunale.

Il codice elenca taluni beni che devono essere considerati impignorabili; tra di essi:

- oggetti sacri e quanto serve all’esercizio del culto;

- fede nuziale;

- vestiti, biancheria, letti, utensili da cucina indispensabili alla vita quotidiana del debitore e dei suoi conviventi, escludendo i mobili che hanno un elevato valore intrinseco perchè di particolare pregio artistico o perchè di antiquariato;

- oggetti e strumenti necessari all’esercizio del mestiere del debitore;

- animali di affezione e quelli impiegati ai fini terapeutici e di assistenza per il debitore e i suoi conviventi.

5. Pignoramento di beni immobili

Nel caso in cui il debitore sia intestatario di uno o più beni immobili, il creditore può attivare la procedura per il pignoramento, rifacendosi sul ricavato della vendita all’asta.

Scegliere il pignoramento sui beni immobili è preferibile quando l’ammontare del credito da recuperare sia elevato, trattandosi di una procedura spesso lunga e costosa.

Pertanto, soprattutto qualora la somma vantata sia esigua, è preferibile optare per il pignoramento di beni mobili, o il pignoramento presso terzi (come nel caso del pignoramento dello stipendio)

Una volta che il pignoramento viene notificato al debitore, l’atto di pignoramento viene trascritto sui registri immobiliari, così che le eventuali vendite del bene successive, che saranno da considerarsi invalide.

Decorsi non meno di 10 giorni, il creditore può chiedere al giudice dell’esecuzione l’istanza di vendita o assegnazione del bene. A questo punto il giudice:

- può dichiarare inefficace il pignoramento se ritiene che la documentazione non sia sufficiente;

- deve decidere con sentenza nel caso di eventuali opposizioni;

- può iniziare con la procedura di stima del bene, e indicazione di data e modalità della vendita di esso.

6. Pignoramento presso terzi: il pignoramento dello stipendio

I crediti del debitore fanno parte anch’essi del patrimonio dello stesso, pertanto possono essere sottoposti a pignoramento per soddisfare le ragioni del creditore.

In questa categoria rientrano anche i compensi derivanti dal suo lavoro.

Il pignoramento dello stipendio avviene pignorando le somme o presso il datore di lavoro, o sul conto corrente dove vengono periodicamente accreditate (perciò si parla di pignoramento presso terzi).

Sono pignorabili le somme che il debitore riceve a titolo di stipendio, o altre indennità relative al rapporto di impiego, comprese quelle dovute in caso di licenziamento o a titolo di pensione.

Il pignoramento dello stipendio può però avvenire nei limiti del quinto del valore dello stesso.

La disciplina applicabile non fa distinzione tra i crediti del lavoratore pubblico e quelli derivanti da prestazione d’opera privata.

7. Novità legislative in tema di pignoramento

Al fine di rendere più efficiente e rapida la procedura di esecuzione forzata, il legislatore ha introdotto di recente alcune novità, tra queste si segnala in particolare:

- riduzione di taluni termini:

a) il creditore deve chiedere istanza di vendita o assegnazione del bene entro 45 giorni dal pignoramento (non più 90);

b) perchè il giudice possa procedere alla vendita dell’immobile il creditore deve depositare delle certificazioni catastali entro 60 giorni (non più 120);

- il debitore può presentare l’istanza di conversione del debito, mediante il versamento di un quinto del dovuto, con la rateizzazione del restante in 36 mesi (non più 18);

- il creditore può richiedere la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare; può cioè chiedere al giudice di essere autorizzato a ricercare tutte le informazioni necessarie per rinvenire beni pignorabili del debitore anche utilizzando modalità telematiche, cioè attraverso una interrogazione diretta delle banche dati (Anagrafe tributaria dell’agenzia delle entrate, P.R.A., Registri immobiliari, Inps, Inail, etc.)

Fonti normative

Codice di procedura civile: artt. 483 e ss.

Legge 30 giugno 2016 n.119: legge di conversione del d.l. 59/2016, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali.

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