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Atti Giudiziari

Hai ricevuto una busta verde e non sai di che cosa si tratta? Ciò che hai appena ricevuto è un atto giudiziario e capita almeno una volta nella vita di riceverne uno. Ecco che cos’è.

< Diritto Civile  

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Con il termine atti giudiziari ci si riferisce a tutti quegli atti che provengono da organi del Tribunale, siano essi Giudici, Cancellerie ovvero Ufficiali giudiziari; mentre, non sono ricompresi nell’insieme gli atti che provengono da autorità amministrative come, ad es., la Polizia.

Sulla base di tali premesse è opportuno specificare che – ai fini postali – perché si possa parlare di atti giudiziari non è necessario che l’autore della notifica sia necessariamente un Giudice, capita infatti che l’atto derivi invece da un avvocato, che, per la notifica, si avvale dell’ausilio di un Ufficiale giudiziario.

Quando ci riferiamo agli atti giudiziari dobbiamo tenere conto che facciamo riferimento ad atti, seppur tipici nella forma, invece molto diversi per quanto riguarda il loro contenuto. Di fronte alla notifica da parte del postino, della così detta busta verde, è impossibile riconoscere in anticipo di quale atto si stia parlando fino a quando la busta non venga materialmente aperta.

In concreto, gli atti giudiziari più comuni sono:

  1. Sentenze: si tratta di provvedimenti emessi dai Giudici, mediante i quali viene resa nota la decisione di merito ovvero la decisione su una questione pregiudiziale o di rito, che gli stessi prendono nel corso di un procedimento;
  2. Ordinanze: sono quei provvedimenti emessi sempre dal Giudice nel corso di un procedimento, proprio al fine di regolarne lo svolgimento e per risolvere questioni procedurali insorte tra le parti. Si tratta di un provvedimento ad efficacia provvisoria, in quanto il suo contenuto è destinato ad essere superato da quello della sentenza, ma deve essere comunque portato a conoscenza delle parti;
  3. Decreti: il Giudice pronuncia il Decreto d’ufficio o su istanza di parte qualora decida su attività relative al processo, ma anche quando dispone provvedimenti cautelari o adotta decisioni che rientrano nella volontaria giurisdizione. Il Decreto è, di norma, un atto che viene adotto al di fuori dell’udienza, senza contraddittorio tra le parti – ad eccezione di alcuni casi specificatamente previsti;
  4. Citazioni: si tratta proprio dell’atto mediante il quale una parte cita l’altra a comparire nell’udienza fissata nell’atto stesso, al fine di discutere le proprie ragioni. È l’atto mediante il quale viene avviata una causa, e deve essere necessariamente notificato a soggetto che viene citato a comparire, in modo che anch’egli, a sua volta, possa predisporre una difesa adeguata;
  5. Precetti: si tratta, nello specifico, di un avviso al debitore dell’imminente avvio del pignoramento, contenente anche l’intimazione al pagamento della somma dovuta entro un termine di 10 giorni;
  6. Intimazione a testimoniare: si tratta di un avviso ai testimoni a comparire in un’udienza durante la quale verranno interrogati da parte del Giudice sui fatti del giudizio di cui hanno una determinata conoscenza.

1. La tassazione degli atti giudiziari

La tassazione degli atti giudiziari è specificamente prevista dall’Art. 37 del D.P.R. n.131/1986: tale previsione normativa sancisce, infatti, gli atti dell'autorità giudiziaria in materia di controversie civili con i quali un giudizio viene definito anche solo parzialmente, così come i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali e le sentenze che dichiarano efficaci sentenze straniere all'interno dello Stato sono soggetti all'imposta di registro.

L’importo da versare varia a seconda del tipo di atto cui ci si riferisce e dipende da diverso ufficio competente. Tale imposta va pagata anche qualora gli atti a cui si riferisce siano a loro volta ancora impugnabili, oppure siano già stati impugnati, salvo conguaglio o rimborso in base ad una successiva sentenza passata in giudicato.

In particolare, è bene ricordare inoltre che la richiesta di registrazione deve essere inviata al fisco in base alla tipologia degli atti giudiziari:

  • se la causa è civile: entro 5 giorni dalla pubblicazione della sentenza;
  • se la causa è penale: 5 giorni dal passaggio in giudicato;
  • procedure esecutive: 20 giorni dalla pubblicazione del provvedimento.

Dopo avere ricevuto tutti i documenti il Fisco provvederà a tassare gli atti, imponendo il relativo pagamento alle parti interessate entro 60 giorni: di solito è l’avvocato che si fa carico dell’onere di controllare se è necessario saldare tali cifre – infatti, non sempre l’imposta di registro è dovuta.

Da un punto di vista generale sono anche previste esenzioni fiscali per quanto riguarda:

  • inabilitazioni e interdizioni;
  • recupero crediti professionali;
  • estinzione del giudizio;
  • omologazione del concordato fallimentare;
  • sentenze del Giudice di Pace, con valore inferiore a 1.033 euro.

Il pagamento di tale imposta grava su entrambe le parti in causa in modo solidale, ciò significa che per il fisco non viene fatta distinzione tra parte vittoriosa o perdente del processo, l’unico aspetto che viene valutato è il pagamento delle tasse. Nella realtà accade, di fatto, che sia la parte che abbia dato causa al processo che paghi anticipatamente tutte le spese al fine di velocizzare i tempi e proseguire con i procedimenti necessari. Ma, le spese del giudizio, alla fine, vengono sempre addebitate alla parte soccombente, che dovrà quindi rimborsare anche le imposte di registro.

2. Cosa cambia nel 2019

A partire dal 10 giugno 2019 Poste Italiane ha deciso di aumentare in modo significativo il costo per la notifica di un atto giudiziario, a causa delle recenti modifiche alla Legge n. 890/1982 e delle conseguenti delibere dell’Agcom.

L’aumento riguarda le seguenti comunicazioni:

  • la Comunicazione di Avvenuta Notifica, CAN: inviata al destinatario se il plico è stato ritirato da un soggetto diverso, per informarlo dei fatti;
  • la Comunicazione di Avvenuto Deposito, CAD: inviata quando il plico viene riconsegnato all’ufficio postale competente in quanto il destinatario risulta irreperibile.

Si tratta, infatti, di un aumento significativo, dal momento che le buste che avranno un peso fino a 20 grammi avranno una maggiorazione di 3 euro. Questo significa che il costo per la notifica di un atto giudiziario passa da circa 6,80 a 9,50, arrivando fino a 20 euro se le buste sono più pesanti.

In alcuni casi, perciò, soprattutto per quanto riguarda multe per piccole infrazioni, si rischia di pagare più per la notifica che per la sanzione amministrativa.

È bene ricordare, in conclusione, che esiste, comunque, una valida alternativa alla notifica a mezzo posta per risparmiare sui costi, ma anche per potere ricevere in modo più veloce e semplice le comunicazioni importanti: dal 1 febbraio 2018, infatti, è possibile utilizzare la PEC come domicilio digitale, ovvero come un indirizzo nel quale ricevere ovvero mediante il quale inviare le comunicazioni importanti.

Alice Gottani

Sai cosa si intende per atti giudiziari? Sai come puoi fare per riconoscerli? Che spese comporta la notifica di tali atti? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente, e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.


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