L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema del diritto tributario, e più precisamente, il riconoscimento o meno dell'agevolazione IMU sull'abitazione principale, qualora i due coniugi, abbiano la propria residenza in due diverse abitazioni.

Ordinanza n. 2194/2021 della Cassazione Civile, relativa alla residenza dei coniugi

Con l'Ordinanza n. 2194 del 1 Febbraio 2021, la Corte di Cassazione, è intervenuta sul tema in esame, accogliendo il ricorso proposto dalla società di riscossione dei tributi (per conto del comune), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale, la quale confermando il provvedimento di primo grado, aveva ritenuto sussistere i presupposti per l'esenzione del pagamento dell'IMU, anche se i due coniugi risiedevano in comuni diversi.

La Cassazione, con la suddetta ordinanza, ha respinto la tesi della Commissione Tributaria Regionale, secondo cui la contribuente potesse usufruire dell'agevolazione fiscale pur essendo residente in un comune diverso da quello in cui risiedeva il marito.

Infatti, il tal modo, verrebbe meno uno dei presupposti previsti in materia di esenzione dal pagamento dell'IMU, dettato dall'articolo 13, comma 2, del Decreto Legge n. 201/2011, secondo cui, l'esenzione sull'abitazione principale del contribuente, richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente.

A tal fine, occorre precisare il significato giuridico di abitazione principale, onde chiarire quando i coniugi, possono o meno aver diritto all'esenzione dal pagamento dell'IMU. La legge 260 del 2019, volta a regolamentare, l'applicazione dell'imposta in questione, all'articolo 1, comma 741, dispone, infatti, che per abitazione principale si intende l'immobile, nel quale il possessore ed i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Qualora componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora e la residenza in immobili diversi, le agevolazioni per l'abitazione principale in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Ciò significa, che per ottenere l'esenzione dal pagamento dell'IMU, non è sufficiente il solo possesso dell'abitazione, ma altresì:

1. quest'ultima deve costituire la dimora del contribuente e del proprio nucleo familiare (deve essere il luogo, ove si svolgono prevalentemente i propri affari ed interessi);

2. ed inoltre che nel comune, ove è situata l'abitazione medesima, il contribuente ed il nucleo familiare, abbiano stabilito la propria residenza anagrafica.

La sussistenza contemporanea di tali requisiti, è condizione necessaria al fine si ottenere l'esenzione dal pagamento dell'imposta, al fine di evitare, che vengano posti in essere, comportamenti volti esclusivamente ad eludere il pagamento dell'IMU, attraverso il cambio di residenza, da parte di uno dei coniugi, in altra abitazione, ed usufruire del duplice vantaggio dell'esenzione medesima.

Infatti, la Corte di Cassazione, a tal fine, in diverse pronunce, ha chiarito, che l'agevolazione, relativa all'immobile destinato ad abitazione principale costituisce vantaggio fiscale di natura eccezionale, vantaggio che nel caso di coniugi non legalmente separati non può essere duplice, bensì singolo per nucleo familiare.

Occorre, quindi, specificare cosa si intende per nucleo familiare, avente la medesima residenza e dimora del contribuente. A tal fine, il nucleo familiare, deve essere inteso come la residenza della famiglia, stabilita dall'articolo 144 del codice civile, ossia il luogo di residenza dei componenti della famiglia medesima, secondo le esigenze dei coniugi e della loro prole. A ciò fa eccezione, l'ipotesi in cui il cambiamento della propria dimora abituale, sia diretta conseguenza di una crisi familiare.

È possibile, quindi distinguere tra due diverse fattispecie:

a) la prima relativa ai coniugi, non separati legalmente, che risiedono in due diverse abitazioni;

b) la seconda in cui il trasferimento della dimora abituale di uno coniugi sia avvenuto per la separazione personale dei coniugi medesimi. Nella prima ipotesi, infatti, è riconosciuta l'esistenza di un'unica entità familiare e di conseguenza di una sola abitazione definibile come principale. Pertanto, in tal caso, ove uno dei coniugi sposti la propria dimora, in un immobile diverso da quello principale, non avrà diritto ad ottenere l'esenzione dal pagamento dell'IMU.

Viceversa, nell'ipotesi di coniugi legalmente separati, l'abitazione principale non può essere più identificata come casa coniugale, e di conseguenza quale abitazione utile ai fini dell'imposta. Pertanto, i coniugi separati legalmente, potranno godere dell'esenzione, fornendo la prova della sussistenza dei presupposti richiesti in materia di esenzione dell'IMU.

Roberto Ruocco

Fonti normative:

  • Codice civile: articolo 144.
  • Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 1 Febbraio 2021, n. 2194.
  • Decreto Legge 6 Dicembre 2011 n. 201.
  • Legge 27 Dicembre 2019, n. 160.

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