Con sentenza numero 11504 /2017 , virando a 360 gradi dal tradizionale principio di “ salvaguardia del tenore di vita”

nuove sentenze divorzio

La più recente giurisprudenza della Suprema Corte in tema di divorzio, si è prevalentemente focalizzata sul tema dell’assegno di mantenimento in favore della ex moglie.

E’ un tema che parte da un presupposto chiarissimo nonché innovativo: poiché il divorzio recide definitivamente il vincolo matrimoniale, il relativo mantenimento non può trovare piu’ giustificazioni nella vicenda matrimoniale.

Con sentenza numero 11504 /2017, virando a 360 gradi dal tradizionale principio di “ salvaguardia del tenore di vita”, la CASSAZIONE SOSTIENE CHE L’ASSEGNO DIVORZILE NON PUO’ PIU’ ESSERE CONSIDERATO ALLA STREGUA DI UNA RENDITA VITALIZIA BENSI’ COME UNO STRUMENTO ESSENZIALMENTE CONCEPITO PER ASSOLVERE AD UNA FUNZIONE ASSISTENZIALE.

Le SEZIONI UNITE , CON SENTENZA NUMERO 18287/18, PUR ESPRIMENDOSI IN COERENZA CON QUESTA NUOVA LINEA DI PRINCIPIO, hanno comunque chiarito che va assolutamente e adeguatamente tutelata la situazione che più di frequente si verifica: quella in cui uno dei due coniugi ( quasi sempre la moglie ) abbia sacrificato le proprie ambizioni carrieristiche, dedicandosi alla casa ed ai figli, inoltre contribuendo così all’arricchimento dell’ex.

Quasi perfettamente speculare appare la recente ordinanza numero 6539 del 10 marzo 2021 : in questa fattispecie la Cassazione ha ridotto al minimo l’assegno di mantenimento stavolta – diciamo cosi’ – punendo la donna perché ” pur essendo professionalmente qualificata, non si era attivata nel corso degli anni per l’inserimento nel mondo del lavoro, nonostante fosse ancora abbastanza giovane “ : era dotata quindi di una concreta capacità lavorativa che pero’ non aveva sviluppato neppure dopo la fine del matrimonio.

AVVOCATO ROBERTO CONTINISIO

PATROCINANTE IN CASSAZIONE