Con la sentenza n. 24639 emessa il 13 settembre 2021 (a seguito dell’udienza del 8 giugno 2021) la Suprema Corte ha sancito il seguente principio di diritto: “In materia di buoni postali fruttiferi cointestati e recanti la clausola "pari facoltà di rimborso", in caso di morte di uno dei cointestatari, ciascun cointestatario superstite è legittimato ad ottenere il rimborso dell'intera somma portata dal documento”.

Riscossione dei Buoni Fruttiferi Postali

La pronuncia della Corte, rigettando tutti i motivi di ricorso presentati da Poste Italiane, si allinea e fa proprio l’orientamento già espresso più volte negli Arbitrati Bancari promossi contro la prassi in uso da Poste Italiane.

In particolare, la decisione della Corte di Legittimità si basa sulle seguenti motivazioni.

1. La contitolarità dei BFP è diversa dalla comunione reale

Innanzitutto, la sentenza rigetta l’interpretazione fornita dalla ricorrente Poste Italiane, nel secondo motivo di ricorso in Cassazione, la quale sosteneva che i Buoni Fruttiferi cointestati rientrassero nella disciplina della comunione ordinaria (con conseguente applicazione degli artt. 1100; 1102 e 1111 C.C.). Sul punto la Corte di Cassazione (richiamando un’ordinanza interlocutoria emessa dalla stessa Corte) ha ribadito che la contitolarità in un diritto di credito nulla ha a che vedere con la comunione reale su beni in comproprietà.

Ciò che rileva, infatti, nella contitolarità dei diritti di credito è la legittimazione attiva di ciascun sottoscrittore a poter richiedere il rimborso delle somme versate, con diretta applicazione delle specifiche norme del codice civile (artt. 1992 e ss.).

2. Differenza tra BFP e i Libretti di risparmio

L’altra tesi sostenuta, con il primo motivo di ricorso, da Poste Italiane riguardava l’applicazione della norma contenuta nel D.P.R. n. 256/1989, art. 187, sancita in materia di libretti di risparmio, ma a parere della ricorrente applicabile anche ai buoni postali fruttiferi, secondo la quale: "il rimborso a saldo del credito a persona defunta oppure cointestato anche con la clausola della pari facoltà di rimborso a due o più persone una delle quali sia deceduta, viene eseguito con quietanza di tutti gli aventi diritto".

Richiamando tale norma, Poste Italiane a proposito della clausola “pari facoltà di rimborso” presente sui BFP, sosteneva l’impossibilità di procedere al rimborso del finanziamento nei confronti dei co-intestatari in caso di morte di cointestatari. La tesi delle Poste, infatti, poggiava sul fatto che gli strumenti finanziari dei Buoni Fruttiferi e quello del Libretto di risparmio erano da considerarsi omologhi, con relativa applicazione della norma citata tesa a tutelare sia dei cointestatari da eventuali pretese degli eredi del sottoscrittore defunto, sia a tutela degli eredi stessi.

In merito la Corte ha stabilito, come prima cosa, la diversità ontologica tra i Buoni Fruttiferi Postali e i Libretti di risparmio.
Nel fare ciò, è stato ribadito che entrambi i citati strumenti finanziari non rientrino nelle categoria dei titoli di credito. Tuttavia, la rilevante differenza tra i due strumenti riguarda l'intrasferibilità del credito portato dai buoni postali (stabilita dall’art. dell'art. 204, comma 3 del D.P.R. n. 256/89) in deroga al principio generale di libera cedibilità dei crediti (fissata dall'art. 1260 C.C.).

Pertanto, secondo la Corte, il limite alla trasferibilità del credito è un fatto che consolida il diritto di credito dell’intestatario sulla somma portato dal documento ad ottenerne il rimborso “a vista”, cioè semplicemente dimostrando di essere effettivamente il titolare del Buono presentandolo alle Poste.

3. Le tutele per gli eredi del co-intestario defunto

La Corte rigetta anche la tesi proposta dalla ricorrente con il primo motivo di ricorso sopra riportato, secondo cui la norma sulla necessità della quietanza di tutti i sottoscrittori per ottenere il rimborso, secondo Poste Italiane tesa a tutelare gli eredi del cointestatario defunto, non meriti accoglimento. La sentenza, nel fare proprio una precedente decisone di un Arbitrato Bancario, stabilisce infatti che la clausola “pari facoltà di rimborso” instauri un’obbligazione solidale dei co-intestatari che, in caso di decesso di un sottoscrittore, si divide fra gli eredi in proporzione delle quote (art. 1295 C.C.); ne deriva che, chiunque riscuota la somma del Buono resti vincolato nei rapporti interni tra i co-intestatari ed anche nei confronti degli eventuali eredi.

Infine, la Corte di Legittimità ha rigettato anche il terzo motivo di ricorso presentato, riguardante il blocco di qualsiasi pagamento di somme intestate ad un sottoscritto defunto (secondo l’art. 48 D.Lgs. 346/1999). Nel rigettare tale assunto, la Corte ha richiamato una Risoluzione emessa dal Ministero delle Finanze, secondo cui i Buoni Fruttiferi Postali “sono equiparati a tutti gli effetti ai titoli del debito pubblico e pertanto esclusi dall'attivo ereditario” e, pertanto, la norma invocata da Poste Italiane non troverebbe applicazione.

Conclusioni

Per concludere, si ritiene che la sentenza si sia allineata alle precedenti decisioni sia espresse dalla Corte di Cassazione che dagli Arbitrati Bancari. Tuttavia, alcuni esperti, sono concordi nel ritenere che, considerata la complessità della vicenda giuridica, sarebbe stato più opportuno demandare la decisione alle Sezioni Unite della Corte per ottenere un principio giuridico dirimente.

Avvocato Francesco Boccia
Francesco Boccia

Nato e cresciuto in Calabria, a Cosenza, mi sono trasferito a Bologna per iniziare il mio percorso di studi universitari all'Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureatomi nel 2016, con tesi in Diritto Amministrativo sulla "Valorizzazione ...